Presentata l’ottava edizione del Festival Lirico dei Teatri di Pietra: oltre quaranta eventi tra impegno civile, il kolossal Nabucco e l’eterno omaggio a Franco Battiato. Dopo il record delle 70.000 presenze, la musica torna a sfidare l’eternità sotto il cielo dell’Isola.
Dopo lo straordinario trionfo della scorsa stagione, capace di richiamare oltre 70.000 spettatori, l’emozione del Festival Lirico dei Teatri di Pietra si riaccende per l’ottavo anno consecutivo. Dal 12 luglio al 18 settembre 2026, l’Isola si trasformerà in un unico, immenso palcoscenico dell’anima universale, offrendo oltre quaranta appuntamenti in cui il mito flirta con l’incanto, fondendo la sacralità delle pietre millenarie con la potenza espressiva della musica.


Un festival che non dimentica il proprio ruolo sociale e civile. L’inaugurazione della stagione avverrà infatti il 12 luglio nella suggestiva e arcaica cornice del Teatro Greco di Monte Jato. Con l’evento-rito “LU SCRUSCIU DI L’ANIMA: Una Culla tra le Pietre”, la kermesse celebrerà l’arte come strumento di memoria e riscatto a trent’anni dal tragico sacrificio del piccolo Giuseppe Di Matteo. Un debutto dal profondo valore etico, pensato per unire il territorio in un abbraccio di legalità e speranza.
Il cuore pulsante della stagione operistica 2026 batterà per il capolavoro verdiano: il Nabucco. Unica opera lirica in cartellone, sarà ospitata nelle tre cavee antiche più celebri e prestigiose della Sicilia. Firmata dalla regia visionaria di Salvo Dolce, questa nuova produzione del Festival si preannuncia come un vero e proprio rito collettivo.
Il debutto è fissato per il 18 luglio al Teatro Greco di Siracusa, per poi trasferirsi il 4 agosto al Teatro Greco di Tindari e culminare il 7 agosto nella monumentale cornice del Teatro Antico di Taormina. A far vibrare i monumenti sarà un cast internazionale di assoluta eccellenza, impreziosito dall’attesissimo debutto di Elena Mosuc nel proibitivo ruolo di Abigaille e dalla colossale potenza vocale di Badral Chuluumbaatar nei panni del sovrano di Babilonia.

La ricerca dell’infinito e la sperimentazione linguistica toccheranno vette inedite con la prima esecuzione assoluta in terra sicula del “Requiem di Mozart: L’Opera del Fuoco”. Il testamento spirituale mozartiano si trasfigurerà in teatro totale, arricchito da fiamme vive e suggestive visioni coreutiche, toccando luoghi dal fascino surreale come il Teatro Andromeda di Santo Stefano Quisquina, il Teatro dell’Efebo di Agrigento, il Tempio di Hera a Selinunte e la città di Catania.
Spazio poi alle grandi melodie della settima arte con lo storico tributo a Ennio Morricone, previsto il 19 agosto a Taormina, che celebrerà due anniversari d’oro: i sessant’anni dal debutto nelle sale de Il Buono, il Brutto, il Cattivo e i quaranta del capolavoro sonoro di The Mission. Le atmosfere epiche e contemporanee proseguiranno con il tour sinfonico dedicato alle colonne sonore di Hans Zimmer, che farà tappa a Siracusa (31 luglio), Palermo (1 agosto), Tindari (12 agosto) e Taormina (18 agosto), oltre alla novità assoluta “Elements of Light”, una visionaria trasfigurazione corale del minimalismo ipnotico di Ludovico Einaudi, al debutto il 20 agosto nella perla dello Jonio.
L’ottava edizione sarà anche il tempio del ricordo e della mistica di Franco Battiato. In occasione degli ottant’anni dalla nascita del Maestro giarrese, lo spettacolo “L’Alba dentro l’Eterno” viaggerà tra i siti archeologici e i parchi più intimi dell’Isola: dalle rovine di Morgantina (26 luglio) a Palazzolo Acreide (2 agosto), passando per Maletto (8 agosto), Agrigento (27 agosto), Mazara del Vallo (28 agosto) fino alla chiusura a Selinunte (29 agosto).

Infine, il profondo legame genetico tra melodia, lingua e identità siciliana sarà suggellato dalla voce di Rita Botto con “Stranizza d’Amuri” l’11 agosto a Leonforte, e dal progetto “La Voce del Silenzio” il 9 agosto a Canicattini Bagni, che vedrà la partecipazione straordinaria del talento di Lorenzo Licitra.
Ancora una volta, il Coro Lirico Siciliano si fa baluardo e custode di una tradizione immortale, regalando una catarsi necessaria dove la grande musica diventa, sotto il cielo stellato dell’Isola, carne e pietra viva.



