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“L’effetto Melangela”, una nota della prof.ssa Patrizia Zangla

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Era marzo, da pochi giorni avevi presentato la tua candidatura.
Ti scrivevo pubblicamente che: «amministrare una città non è questione ideologica o partitica, ma sostanzialmente questione politica, nel senso letterale di polis, dunque, direi di “buona politica”». Un’analisi imparziale di chi è rimasto legato a Barcellona, ma che non avrebbe votato perché residente altrove.
Come oggi dici era una fase incerta in cui pochi ti avrebbero dato per vincente, anzi molti ti scoraggiavano, ti davano decisamente per perdente.
Tralascio indelicati passaggi di derisione della tua persona, il galateo politico e direi la grammatica politica impongono ed esigono condotta rigorosa soprattutto quando si danno al pubblico informazioni importanti su avvenimenti passati relativi a un candidato, mi riferisco alla vicenda degli incarichi legali da te seguiti per conto dell’ente locale.
Avevo notato la tua tenacia, la tua determinazione, il tuo coraggio nel porti di fronte a una scelta difficile, perché candidarsi alla sindacatura di Barcellona Pozzo di Gotto è una scelta non facile. Ma tu questo progetto lo hai accarezzato da tempo, da anni hai lavorato in maniera ostinata, decisa, appassionata di una passione lucida. Mirata.
La tua candidatura viene da lontano, non è stata una decisione affrettata figlia di contingenze, ma ragionata negli anni in cui hai cominciato a conoscere la macchina amministrativa e hai pensato di porti alla guida.
C’era il rischio che venissi compressa dalla personalità esuberante di Cateno De Luca come forse molti avrebbero voluto. Non è accaduto. In tanti lo avranno pensato, da molti sarebbe stato voluto a conferma di quanto fosse incauta questa tua scelta, persino rovinosa. E invece hai portato, e mi piace dire che lo avevo previsto non perché io abbia la sfera magica, ma perché ho imparato negli anni a leggere i fatti della storia anche di quella a livello locale – le rare volte in cui decido di farlo – hai portato il tuo effetto, lo chiamerei effetto Melangela. Vuol dire che hai saputo melangelizzare la campagna elettorale.
Solitamente nelle campagne elettorali, soprattutto locali, si entra nel cliché, si segue pedissequamente uno stereotipo: si dice questo, ci si muove così, si fa questo.
Tu invece hai eliminato i cliché imponendo la tua personalità che, piano piano, è emersa sempre più forte per far crescere quella che è divenuta la “tua Marea“.
Una marea di persone, di gente del popolo che ti ha voluta perché ha scelto te, non ha scelto il colore, un colore politico perché la tua è stata una campagna incolore, che non ha avuto colore politico, dato che ho trovato molto positivo perché ha avvicinato le persone più varie facendo decadere una stantia immagine di steccati politici. Hai raggiunto un consenso trasversale, i voti e soprattutto gli attestati di stima da destra e da sinistra – rappresentata da un candidato che io ritengo coerente e capace, ma in ritardo non strategico rispetto al fine, quel ritardo che sembra essere la damnatio della sinistra – fondati sull’aspettativa di una buona politica e di una buona amministrazione locale. La Marea a cui hai impresso e dato la forma del progetto da te ideato e portato agli altri, resi prima partecipi, poi protagonisti. Un progetto nato dal basso, piano piano melangelizzato che ha portato al risultato finale.
Nel frattempo, alla tua squadra si è aggiunta Ilenia Torre, potrei dire la mia Ilenia.
Sono convinta che quando si inizia a studiare da giovani filosofia, la filosofia cresce dentro finendo con l’insinuarsi profondamente negli anfratti più remoti della persona. Quei pensieri, quelle riflessioni, quella sapiente dialettica diventano parte di te – che tu lo voglia o meno – sono dentro di te. Quella filosofia che non insegna solo a pensare, ma a saper pensare e credo che Ilenia questo lo abbia appreso sin da quando era una giovane liceale.
Melangela Scolaro e Ilenia Torre siete una bella immagine, come una ventata di fresco in una giornata torrida, da voi ci si aspetta tanto. E tanto dovete dare.
La città ora è chiamata a fare la sua parte in tutte le sue componenti, comprese quelle politiche – rischiosa e poca assennata un’aprioristica riserva partitica – affinché si possa trasformare questo territorio amaro e sfortunato da un non luogo a luogo bello, a luogo dove scegliere di vivere bene.
Vi auguro buon lavoro, certa che vi prenderete cura di un territorio stanco che deve essere risanato.

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                                               Patrizia Zangla

Chi volesse rileggere l’articolo del marzo scorso al seguente link 👇

Barcellona, Vicenda minacce a De Luca: una nota della prof.ssa Patrizia Zangla

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