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PULIZIA DI PONENTE a Milazzo e SPIAGGIA di Spadafora, SOS DI LEGAMBIENTE: “NO ALLE RUSPE”

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Pulizia delle spiagge ma senza a mettere a rischio l’intero ecosistema. Legambiente dei Peloritani –

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Presidio del Tirreno torna sulla spinosa questione sostenendo come gli interventi nei litorali di ponente a Milazzo e Spadafora, con ruspe, mezzi inadatti, pesanti e insostenibili, distruggano l’ambiente naturale della spiaggia e inneschino l’erosione costiera. Il rastrellamento manuale è quello più efficace e senza impatti, consigliato dal Ministero dell’Ambiente. «La bella stagione sta arrivando e i bagnanti cominciano a frequentare le nostre splendide spiagge che sono un ambiente delicato e prezioso e pertanto l’uso di mezzi pesanti è sempre distruttivo – spiega Pippo Ruggeri responsabile del locale Circolo di Legambiente in una nota indirizzata alle istituzioni competenti ma che non risparmia nemmeno i privati-. Un’organizzazione attenta e rispettosa della normativa vigente, sia nel trattamento dei rifiuti che nella prevenzione igienico-sanitaria, vuole che le autorità preposte dedichino, come ogni anno, molta attenzione alla pulizia dei litorali marini con impiego di mezzi e metodi idonei.

Le spiagge sono il frutto del continuo modellamento operato dal mare e dal vento, sistemi dinamici in continuo mutamento, alimentati dalle grandi quantità di sedimento che i fiumi portano al mare.

Proprio per questo – aggiunge il coordinatore Ruggeri – il Ministero dell’Ambiente nella strategia della conservazione degli ambienti naturali con i quaderni habitat dà direttive precise da rispettare, indicando la procedura manuale del rastrellamento con personale addestrato ed evitando l’uso di mezzi pesanti distruttivi dei litorali marini, equilibri delicati esposti al rischio di erosione». Per rimuovere gli accumuli delle micro-discariche depositate sulla sabbia, l’unico intervento idoneo- scrive l’Ente-, è quello di procedere manualmente, eliminare tale materiale e caricarlo su furgoni e camion per l’avvio alla discarica autorizzata. «Ogni anno ci troviamo a fronteggiare, un po’ dappertutto, una situazione di accumulo sul demanio e sulle foci dei torrenti di micro-discariche di materiali inerti provenienti da scavi e demolizioni, sintomo evidente di una carenza di educazione civile di alcune categorie di cittadini e interventi di pulizia molto invasivi sull’ecosistema dunale», conclude l’ambientalista Ruggeri.

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