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DA MILAZZO A ROMA LA LOTTA ALL’AMIANTO, “GIUSTIZIA per le vittime e TUTELA dei lavoratori”

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Parte da Milazzo fino al Ministero del Lavoro la crociata nazionale per dare voce e giustizia ai familiari delle vittime dell’amianto e delle patologie asbesto correlate provocate dall’esposizione alle fibre killer, istanze in attesa di risposte. C’era anche la provincia di Messina all’incontro che si è svolto a Roma tra il Coordinamento Nazionale Amianto e i rappresentanti del dicastero guidato da Marina Calderone, un confronto dedicato alle richieste delle associazioni impegnate nella tutela degli esposti e dei familiari delle vittime.

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A rappresentare il comprensorio messinese Salvatore Nania, presidente del Coordinamento Nazionale Amianto e del Comitato Esposti Amianto ed Ambiente di Milazzo, realtà che da anni porta avanti la battaglia per il riconoscimento dei diritti di chi ha subito le conseguenze dell’esposizione professionale all’amianto.

L’incontro si è svolto il 29 luglio al Ministero del Lavoro, su delega della ministra Calderone, con la partecipazione del Capo di Gabinetto Mauro Nori e della funzionaria dell’Ufficio di Gabinetto Daniela Clementino. La delegazione del Coordinamento ha presentato quattro richieste principali, a partire dal contestato trasferimento di 80 milioni di euro destinati a Fincantieri in caso di condanne per omicidio colposo legate alla mancata protezione dei lavoratori dall’esposizione all’amianto. Il Coordinamento ha chiesto che quelle risorse vengano invece destinate al Fondo Vittime dell’Amianto previsto dalla legge 244/2007, per rafforzare gli strumenti di sostegno alle persone colpite e ai loro familiari. Attenzione anche per il potenziamento della ricerca medico-scientifica sul mesotelioma pleurico, sulle neoplasie e sulle altre patologie asbesto-correlate, oltre al rafforzamento delle reti regionali di sorveglianza epidemiologica e sanitaria dei tumori professionali.

Focus sul riconoscimento delle malattie professionali. Secondo il Coordinamento, negli ultimi tre anni le denunce sono aumentate del 50%, arrivando nel 2025 a sfiorare quota centomila casi. Le associazioni hanno sottolineato inoltre come i decessi per tumori professionali superino quelli causati dagli infortuni sul lavoro: i dati riferiscono come nel 2022, a fronte di 716 decessi mortali per infortunio accertati dall’Inail, si sarebbero registrati 1.050 decessi per malattie professionali.

Il Coordinamento ha anche sottolineato una forte disomogeneità tra le regioni italiane, con una situazione particolarmente critica in Sicilia: secondo quanto riportato dall’associazione, nell’Isola le denunce di malattie professionali risultano tra le più basse d’Italia e anche la percentuale di esiti positivi delle richieste sarebbe nettamente inferiore alla media nazionale, attestandosi tra il 17 e il 19% contro una media intorno al 45%. Un report che, secondo il Coordinamento, appaiono ancora più significativi se confrontati con altre realtà regionali dove gli esiti positivi arrivano vicino o oltre il 50%, come nelle Marche, nel Veneto e in Friuli Venezia Giulia. L’ente ha inoltre evidenziato una situazione anomala nei rapporti tra territori, citando il caso della Toscana, dove il numero di tumori e malattie professionali denunciati sarebbe quattro volte superiore a quello della Lombardia, nonostante un quadro che, secondo il Coordinamento, dovrebbe indicare una tendenza opposta.

Rilevata dalla delegazione pure la composizione della Commissione per il Fondo Vittime Amianto. Le associazioni chiedono l’inserimento di rappresentanti del Coordinamento, evidenziando come oggi siano presenti datori di lavoro e rappresentanze sindacali, ma non le realtà che raccolgono direttamente le istanze delle vittime.

Nel corso dei lavori Mauro Nori ha chiarito che il provvedimento relativo agli 80 milioni destinati a Fincantieri non è una decisione del Ministero del Lavoro, ma del Parlamento, che ha la competenza legislativa. Il Capo di Gabinetto ha comunque assunto l’impegno di avviare un confronto con i vertici dell’Inail sulle criticità sollevate dal Coordinamento, in particolare sui mancati riconoscimenti di malattie professionali e rendite ai superstiti. Saranno inoltre approfondite la possibilità di una presenza del Coordinamento nella Commissione Fondo Vittime Amianto e la destinazione delle risorse disponibili alla ricerca scientifica sulle patologie asbesto-correlate, attraverso un confronto con Inail e Ministero della Salute. Il Coordinamento ha ricordato l’esistenza di un secondo testo del disegno di legge 1101 del Senato che, secondo l’associazione, cancellerebbe l’accesso per Fincantieri al Fondo Vittime Amianto della cantieristica navale e sul quale il Ministero del Lavoro dovrà esprimere il proprio parere.

Questo incontro era stato preceduto da un tavolo di coordinamento interistituzionale del viceministro dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica Vannia Gava. Il Tavolo e’ tornato così operativo con il nuovo assetto che ne ha trasferito il coordinamento al MASE.

Hanno partecipato il viceministro della Giustizia Francesco Paolo Sisto, il viceministro del Lavoro e delle Politiche Sociali Maria Teresa Bellucci, il sottosegretario all’Economia e alle Finanze Sandra Savino, i rappresentanti del Ministero della Salute, delle Regioni e dei Comuni.

Nel corso della riunione, il viceministro Gava ha sottolineato l’esigenza di disporre di un quadro aggiornato delle risorse finanziarie disponibili, comprese quelle regionali, e dello stato delle bonifiche, per orientare in modo più efficace le future iniziative.

“L’auspicio è che questo Tavolo diventi una sede permanente di confronto operativo, non soltanto per favorire lo scambio di informazioni tra le amministrazioni, ma anche per individuare priorità comuni e promuovere azioni  ,condivise, rendendo sempre più efficace l’azione pubblica nella tut⅝ela della salute, dell’ambiente e della sicurezza dei lavoratori” ha dichiarato il viceministro.

Gava ha anche richiamato le manifestazioni di interesse pervenute al MASE da parte delle principali associazioni impegnate sul fronte dell’amianto: “Valorizzare le competenze maturate sul territorio può rappresentare un valore aggiunto”.

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