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BUFERA sul terzo mandato dei Sindaci IN SICILIA: il caso Serradifalco riapre lo scontro politico e istituzionale .

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​Il caso di Serradifalco travolge la politica regionale e riaccende i riflettori sull’anomalia tutta siciliana del limite ai mandati dei primi cittadini. La contestata rimozione del sindaco Leonardo Burgio — a cui sono stati concessi sette giorni per le dimissioni dall’assessorato alle Autonomie Locali — ha sollevato un’ondata di proteste da parte dei rappresentanti degli enti locali, spaccando la maggioranza di centrodestra e riaprendo il dibattito sulla legge elettorale dell’Isola.

​L’associazione dei Comuni siciliani, per voce del presidente Paolo Amenta e del segretario generale Mario Emanuele Alvano, ha espresso forte rammarico per la situazione, ricordando come la Sicilia sia l’unica Regione d’Italia a vietare la candidatura per il terzo mandato consecutivo:
​Disparità normativa: L’Anci ha più volte sollecitato l’Assemblea Regionale Siciliana (ARS) ad adeguare le regole a quelle nazionali per garantire uniformità di trattamento agli amministratori, ma l’aula ha bocciato la riforma per due volte.

L’associazione sottolinea come la candidatura di Burgio non sia mai stata contestata durante le operazioni di ammissione delle liste.
​Anci auspica che l’ordinamento delle autonomie locali venga preservato da sconti e contingenze politiche, richiedendo un allineamento definitivo alla normativa nazionale.
​​A tal proposito un gruppo di 18 tra sindaci in carica ed ex amministratori penalizzati dal limite dei due mandati si è schierato apertamente al fianco di Burgio, attaccando la nota diffusa dall’Mpa:
​«Il comunicato dell’Mpa è una presa in giro nei confronti dei tanti sindaci che hanno dovuto rinunciarvi dopo che l’ARS ha bocciato la riforma. Oggi si invoca la tutela dei loro diritti, ma allora nessuno li ha difesi».
​I firmatari del documento sono i sindaci: Marco Rubino (Sant’Agata Li Battiati), Giuseppe Catania (Mussomeli), Silvio Cuffaro (Raffadali), Francesca Draià (Valguarnera Caropepe), Giuseppe Castiglione (Campobello di Mazara), Luciano Marino (Lercara Friddi), Pietro Puccio (Capaci), Giosuè Maniaci (Terrasini), Angelina De Luca (Altofonte), Giuseppe Virga (Altavilla Milicia), Gino Bertolami (Novara di Sicilia), Bruno Mancuso (Sant’Agata di Mililtello), Rosario Petta (Piana degli Albanesi), Mario La Malfa (Pace del Mela), Francesco Agnello (Villafrati), Alvaro Riolo (Acquedolci), Franco Ribaudo (Marineo), Tommaso Di Giorgio (Bisacquino) i quali
sostengono che la controversia interpreti il diritto all’elettorato passivo e la libertà di scelta dei cittadini.
​Richiesta di riforma a Schifani
​Richiamando la sentenza n. 16/2026 della Corte Costituzionale, i sindaci chiedono di sospendere le iniziative amministrative contro Burgio per favorire un approfondimento tecnico-giuridico, preannunciando sostegno al primo cittadino di Serradifalco qualora decida di ricorrere alle vie giudiziarie. Gli amministratori rivolgono infine un appello diretto al presidente della Regione, Renato Schifani, affinché venga promossa una riforma definitiva che elimini l’ambiguità e restituisca alla Sicilia la stessa disciplina vigente nel resto del Paese

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(Loredana Aimi)

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