Ancora una volta il Comune di Mazzarrà Sant’Andrea viene sciolto per infiltrazioni mafiose.

Lo ha appena deliberato il Consiglio dei Ministri, su proposta del Ministro dell’Interno Matteo Piantedosi, ai sensi dell’articolo 143 del Testo unico degli enti locali (decreto legislativo 18 agosto 2000, n. 267), ha deliberato lo scioglimento del consiglio comunale di Mazzarà Sant’Andrea, in provincia di Messina, con affidamento della gestione dell’ente a una commissione straordinaria per la durata di diciotto mesi.
Il Comune in provincia di Messina, sede della nota discarica, era stato già sciolto nel 2015.
Era stata la Commissione presieduta da Rosy Bindi a richiedere l’accesso agli atti che ha portato nell’ottobre del 2015 allo scioglimento per infiltrazioni mafiose del Comune noto per la discarica di rifiuti, messa sotto sequestro dalla procura di Barcellona dal 2014.
Mazzarrà era poi tornata alle urne nel 2017, nove anni dopo, il Comune, adesso guidato da Carmelo Pietrafitta, viene di nuovo sciolto.
Pietrafitta, iscritto a Forza Italia, che era stato nel 2025 il candidato ad ottenere il maggior numero di preferenze con più di 7 mila voti, lo scorso 3 luglio si era dimesso da consigliere della Città Metropolitana, e aveva contestualmente lasciato il partito.
Da settimane una commissione prefettizia aveva avviato un’indagine al Comune di Mazzarrà, dopo l’inchiesta della Procura di Messina, che aveva svelato gli interessi di Carmelo Bisognano, ex collaboratore di giustizia (fu lui ad indicare il luogo in cui ritrovare le vittime di lupara bianca), primo grande pentito del clan dei Mazzarroti. L’ex pentito avrebbe esercitato pressioni nelle attività economiche del territorio, imponendosi nel settore del movimento terra, anche grazie ad “agganci” negli uffici tecnici pubblici del comune di Mazzarrà Sant’Andrea.



