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Barcellona, I 10 ANNI DI ”FRIDA”: un’ Associazione ADOLESCENTE con la SAGGEZZA di una DONNA MATURA

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Domani 5 Ottobre a Barcellona si svolgerà la conferenza stampa che segna l’inizio di una settimana impegnativa, un incontro per affermare l’importanza dell’ascolto e l’importanza di una realtà associativa presente sul territorio quando si parla di violenza.

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Argomento difficile da trattare poiché oggi tutto parla di violenza, guerre, discriminazione, uso improprio della parola, femminicidio… ebbene, chi parla di violenza dovrebbe avere la capacità di non banalizzare, di non usare l’argomento con un pulsante che si spegne automaticamente passata la vicenda di abuso che fa audience e visualizzazioni.

”Frida” ascolta e sostiene chi, nella disperazione, riesce ad aprire la propria anima per farsi aiutare in un percorso di guarigione quando la cura prevede coraggio e capacità di ripristinare la propria dignità di essere umano.

«Il percorso di Frida» – racconta la responsabile Giulia Carmen Fasolo – «è un supporto discreto e riservato, rispettoso di tempi e situazioni da affrontare. Chi ci conosce sa che mantenere il giusto distacco spesso è difficile ma necessario per un aiuto concreto, una valutazione che volge lo sguardo verso non solo chi vive una vita di abusi e violenze, ma rivolge l’attenzione su dinamiche che mostrano aspetti a volte neanche identificati dalle stesse vittime che si rivolgono a noi.»

”Frida” dona un valido contributo per tornare a vivere senza paura nè false inibizioni che generano un campo fertile per il disagiato/a di turno.
Gli interventi che coinvolgeranno le scuole, avranno un approccio idoneo e partecipativo con adolescenti che vivono una realtà “violentati” dalla tecnologia la cui tematica della violenza viene spesso presentata come “realtà virtuale da emulare”.

Conclude la settimana una piacevole serata con la presenza di Mario Incudine, Antonio Vasta e Pino Ricosta per fare fede ad un messaggio che vede protagonista la musica, l’arte, la cultura che può “salvare”.

A volte la paura sfocia in rabbia e la rabbia si trasforma in atteggiamenti aggressivi e privi di spessore umano. Consapevolizzare un abuso, una violenza, implica un atteggiamento di comprensione e remissione verso il carnefice affinché ciò non accada più…

(Carmen Trovato)

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