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Messina, CAOS STADI: il Sindaco Basile «Nessun ostacolo, solo CONTINUI CAMBI D’IDEA dell’ACR»

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Tra il Celeste e il Franco Scoglio: la ricostruzione cronologica del Comune smentisce le accuse della società. «Basta ultimatum, le regole valgono per tutti: la squadra è un patrimonio della città»

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Non ci sta il sindaco di Messina, Federico Basile, a passare per il capro espiatorio delle difficoltà logistiche dell’ACR Messina. Tra il Comune e i vertici del club giallorosso esplode la polemica sull’utilizzo degli stadi cittadini, ma la replica di Palazzo Zanca non si è fatta attendere ed è arrivata carte alla mano, ricostruendo passo dopo passo mesi di interlocuzioni, richieste, rettifiche e dietrofront.

«Leggo con stupore le dichiarazioni del presidente dell’ACR Messina. La realtà raccontata oggi alla città non corrisponde a quella che emerge dalle comunicazioni ufficiali. Partiamo, quindi, dai fatti», ha esordito il primo cittadino.

Secondo la documentazione depositata agli atti, la vertenza per l’assegnazione dei campi da gioco avrebbe visto un susseguirsi di richieste contrastanti da parte della società. Si è partiti a maggio con la richiesta in esclusiva del campo “Celeste” per la stagione 2026/2027, confermata a inizio giugno insieme a un’ulteriore istanza estesa anche al “Franco Scoglio”. Poi, a fine giugno, il viraggio completo: la richiesta formale per la sola concessione dello Scoglio.

Ma il valzer delle decisioni non si è fermato qui. A settembre la società è tornata alla carica chiedendo nuovamente il Celeste per gare e allenamenti, per poi fare un’ulteriore inversione pochi giorni dopo, invocando l’uso esclusivo del Franco Scoglio per l’intera prima squadra e il campionato di Eccellenza.

«È utile ricordare che le esigenze rappresentate dalla società sono cambiate più volte – incalza Basile –. L’Amministrazione ha cercato di accompagnare ogni singola richiesta e individuare tutte le soluzioni possibili. Per questo riteniamo non corretto affermare che il Comune non abbia messo la società nelle condizioni di svolgere la propria attività.

I passaggi burocratici, del resto, non si sono mai fermati. Il 18 settembre la Commissione Comunale di Vigilanza ha dato parere favorevole all’utilizzo del Franco Scoglio per il campionato e la Coppa Italia Dilettanti. A quel punto, l’Amministrazione si è limitata a chiedere all’ACR Messina di pianificare e comunicare orari e giornate degli allenamenti, in modo da coordinare l’uso delle strutture ed evitare sovrapposizioni con le altre realtà sportive della città.

Indicazioni puntualmente ricevute lo scorso 25 settembre, quando lo stesso club trasmetteva la programmazione formale «ringraziando per la collaborazione assicurata fino a quel momento».

Proprio alla luce di questa cronistoria, il Sindaco rigetta con fermezza le accuse e le pressioni ricevute negli ultimi giorni: «Questa è la realtà documentale, un’Amministrazione che sta rimettendo in funzione impianti trovati in condizioni difficili e li sta restituendo alla città. C’è una società che può chiedere ciò che ritiene più utile, ma non può pretendere che ogni sua esigenza diventi un obbligo per il Comune. Non accettiamo ultimatum del tipo “o ci date quello che chiediamo oppure ce ne andiamo”: il Messina non può diventare terreno di contrapposizione, è un patrimonio dei tifosi e della città intera».

Il messaggio lanciato dal primo cittadino è chiaro: porte aperte al confronto, ma senza corsie preferenziali prive di regolamentazione. «Il Comune mette a disposizione gli impianti nel rispetto di tutte le società sportive cittadine e non può garantire a una sola squadra condizioni di utilizzo esclusive. Restiamo pienamente disponibili al dialogo e al confronto per trovare soluzioni concrete, ma senza forzature e senza scaricare sull’Amministrazione responsabilità che non le appartengono. Il futuro del calcio messinese si costruisce lavorando insieme, ciascuno assumendosi le proprie responsabilità».

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