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IL PARADOSSO SICILIANO: PRIMA in Italia per crescita del Pil (+9,3%), ma FUGGONO quasi 23 MILA UNIVERSITARI

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Un’isola che corre più del resto d’Italia, ma che continua a perdere i suoi giovani migliori e a scontare profondi divari sociali. È un quadro a due velocità quello che emerge dalla quarta edizione del Forum Act Tank, la piattaforma pubblico-privata avviata nel 2021 da Teha Group insieme alla Regione Siciliana, secondo quanto riportato da PalermoToday.

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Nel rapporto strategico 2026, la Sicilia si attesta come l’ottava economia regionale del Paese e la seconda del Mezzogiorno, con un Pil che nel 2024 ha toccato i 111,7 miliardi di euro, pari al 5,1% del totale nazionale. Il dato più rilevante riguarda però la velocità di marcia. Tra il 2019 e il 2024 il Pil reale siciliano è cresciuto del 9,3%, a pari merito con la Sardegna, contro il +5,8% della media nazionale, segnando il primato italiano rispetto al pre-Covid. Un primo posto confermato anche a prezzi correnti (+25,5% contro il +21,9% italiano, ex aequo con il Trentino-Alto Adige) e nella variazione annua tra il 2023 e il 2024, con un +1,8% a fronte dello 0,7% nazionale.

Sul fronte occupazionale, tra il 2019 e il 2025 la Sicilia ha registrato l’incremento più alto d’Italia nel tasso di occupazione (+14,9%). Tuttavia, i numeri assoluti raccontano quanto la strada sia ancora in salita.

Il tasso di occupazione complessivo si ferma infatti al 47,3%, mentre quello femminile inchioda l’Isola al penultimo posto nazionale con il 34,6%, quasi venti punti sotto la media italiana del 53,8%. La regione detiene inoltre la quota più alta d’Italia di Neet, i giovani tra i 15 e i 29 anni che non studiano, non lavorano e non sono inseriti in percorsi formativi: sono il 22,8%. Nonostante la Sicilia sia la terza regione più giovane d’Italia (gli under 30 sono il 16% della popolazione) e la quarta per imprese guidate da under 35 (8,9%), nel 2024 il saldo migratorio degli studenti universitari ha segnato un passivo di 22.731 unità, penultimo dato in Italia.

Un’emorragia che colpisce un sistema accademico da 116 mila iscritti, a cui si affiancano gli 11 Its regionali che garantiscono invece uno sbocco lavorativo al 78,2% dei diplomati.
Il monitoraggio dell’Act Tank, basato su 50 indicatori chiave, mostra comunque che il 78% dei parametri (39 su 50) è stabile o in miglioramento. L’Isola è prima in Italia per copertura della rete fissa ultraveloce e seconda per spesa in cultura e presenza di amministratori comunali under 40.

Segnali positivi arrivano infine dall’industria, cresciuta del 39,3% in dieci anni grazie soprattutto al boom della provincia di Caltanissetta (+116,1%). Nel 2025 l’export è invece sceso del 10,8% (fermandosi a 12 miliardi per il calo del petrolifero), ma in compenso è volata la cantieristica navale. A sostenere le imprese c’è anche la Zes unica, che tra il 2024 e la metà del 2026 ha sbloccato nell’Isola 187 autorizzazioni, generando 1,6 miliardi di investimenti e quasi 1.800 nuovi posti di lavoro.

(Riccardo Martino)

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