Il Consiglio di giustizia amministrativa siciliano ha accolto il ricorso di un maresciallo della Guardia di Finanza che chiedeva il trasferimento da Palermo a Napoli per poter assistere i genitori gravemente malati, entrambi riconosciuti disabili. La decisione, arrivata dopo una lunga battaglia legale, è però giunta troppo tardi: la madre dell’uomo è scomparsa appena dieci giorni prima del deposito della sentenza definitiva.

Il caso ha preso avvio quando il sottufficiale, in servizio a Palermo, aveva richiesto il trasferimento temporaneo ai sensi della legge 104/1992. L’amministrazione aveva però respinto la domanda, sostenendo che la mancanza di personale nel capoluogo siciliano non permettesse spostamenti e segnalando la presenza di altri familiari potenzialmente disponibili per l’assistenza. A seguito di un primo ricorso, il Tar Sicilia aveva dato ragione al finanziere, ma la pronuncia era stata impugnata dal Ministero delle Finanze, che aveva ottenuto una sospensione cautelare degli effetti.
Nell’appello il team legale Leone-Fell & C. ha portato elementi nuovi, tra cui la prova di altri trasferimenti concessi dalla Sicilia a Napoli, e i dati del Piano nazionale degli impieghi che evidenziavano la disponibilità di posti presso la sede campana. Il Cga, nella sentenza, ha sottolineato che le necessità di organico non possono essere una motivazione generica per respingere le richieste legittime previste dalla legge 104, così come non si può considerare automaticamente sufficiente la possibilità di assistenza da parte di altri parenti senza una verifica concreta.
«La parte più dolorosa – commentano gli avvocati Francesco Leone, Simona Fell e Raimonda Riolo dello studio Leone-Fell & C. – è che il provvedimento è arrivato quando la madre del nostro assistito non c’era più. La giustizia ha riconosciuto le sue ragioni, ma non gli restituirà il tempo perduto con lei».
(Raffaele Costa)



