Sanzionato il club per i 20 tesseramenti irregolari firmati dall’ex presidente Alaimo. I biancoscudati scivolano da 17 a -3 punti. La società di Justin Davis annuncia ricorso: «Sentenza ingiusta, atti validati da Lnd e Figc».

Tegola pesantissima sull’Acr Messina. La Sezione Disciplinare del Tribunale Federale Nazionale ha inflitto al club 20 punti di penalizzazione da scontare nella stagione in corso, oltre a 1.800 euro di ammenda. Uno sconto parziale rispetto alla richiesta della Procura Federale, che aveva proposto 34 punti di penalizzazione e 3.000 euro di multa, ma che stravolge comunque il campionato.
I biancoscudati, finora primi sul campo con 17 punti, scivolano infatti in fondo alla classifica del Girone B di Eccellenza a quota -3, proprio a pochi giorni dalla sfida casalinga di domenica 1° novembre al “Giovanni Celeste” contro il Mazzarrone.
Sotto la lente della giustizia sportiva sono finiti i tesseramenti irregolari di 20 calciatori. Secondo la Procura, i contratti erano stati firmati dall’allora presidente Stefano Alaimo quando era già inibito e quindi privo di potere di firma. Mentre gli ex tesserati coinvolti avevano già patteggiato nei mesi scorsi convertendo le squalifiche in multe, il TFN ha inflitto oggi 2 anni di inibizione ad Alaimo, 20 giornate di squalifica ad Andrea Sorrentino, 2 giornate a Matheus Reis Daquinto e un turno di stop ad Alessandro Cirino e Moustapha Sambou.
Dura la presa di posizione dell’attuale proprietà guidata da Justin Davis, che in una nota parla di pronuncia «ingiusta e incomprensibile». «La sanzione colpisce tre realtà. La prima è un progetto sportivo serio, che ha salvato un titolo sportivo rilevato attraverso una procedura giudiziaria. La seconda è una tifoseria straordinaria, la terza un’intera città. Nessuna di queste merita di pagare per atti che la Lega Nazionale Dilettanti ha validato e la Federazione Italiana Giuoco Calcio ha ratificato».
In attesa delle motivazioni, la società ha già annunciato battaglia legale: «L’Acr Messina difenderà le proprie ragioni in tutte le sedi competenti, sportive e ordinarie, a partire dal ricorso dinanzi alla Corte Federale d’Appello. Andremo avanti fino al pieno riconoscimento del danno perpetrato a soggetti estranei agli illeciti contestati che hanno confidato nella correttezza dell’operato federale».
(Riccardo Martino)



