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AIUTI a un latitante a Courmayeur e SUBAPPALTI illeciti, DUE MILAZZESI A PROCESSO

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Sono accusati dalla Procura di Aosta di aver aiutato un latitante a sfuggire al carcere. Al termine dell’udienza preliminare, il giudice ha accolto la richiesta di rinvio a giudizio degli imprenditori edili Pasquale e Nicola Liporace rispettivamente di 55 e 26 anni, residenti a Courmayeur, Francesco Duca (messinese) e Rosella Venuto, rispettivamente di 58 e 55 anni, entrambi vivono a Milazzo.

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Il reato loro contestato è di procurata inosservanza della pena inflitta a Giuseppe Stancampiano Pizzo, arrestato a Courmayeur a novembre del 2019 dalla Direzione Investigativa Antimafia, con il supporto dei carabinieri. L’uomo, residente nel messinese, era stato condannato un mese prima in via definitiva, dalla Corte di Appello di Reggio Calabria, a sette anni di reclusione per bancarotta fraudolenta e ricettazione.

Secondo l’accusa i quattro avrebbero garantito supporto logistico e assistenza al latitante. Secondo l’accusa, Duca il giorno dell’emissione dell’ordinanza avrebbe accompagnato l’uomo dalla Sicilia a Courmayeur, a casa di Liporace Pasquale. Inoltre, Rosella Venuto avrebbe aiutato il latitante “nella gestione dei propri affari”.

Nella stessa udienza tre di loro, ovvero Nicola Liporace, Francesco Duca e Rosella Venuto, sono stati rinviati a giudizio anche per aver svolto lavori di sgombero neve per conto del Comune di Courmayeur nelle tre stagioni invernali dal 2019 al 2022, secondo l’accusa, senza autorizzazione.

La Procura ha contestato agli imprenditori Gianni e Danilo Della Camera di aver subappaltato irregolarmente i lavori ai suddetti, oltre che a Luca, Francesco e Antonio Liporace.

Tutti i rinviati a giudizio, per entrambi i filoni di indagine, andranno a processo il 23 settembre.

Oltre all’inchiesta sul latitante aiutato, Pasquale e Nicola Liporace sono stati coinvolti nell’indagine per presunta corruzione nei lavori della Società italiana per il Traforo del Monte Bianco nella galleria di Entrèves, che sarebbero stati affidati da un ex dipendente della Società, con un subappalto non autorizzato.

La Procura di Aosta non ha ancora concluso le indagini, che riguardano anche i lavori in una piazzola di sosta per cui sono sotto accusa altri imprenditori, ma la posizione di Nicola Liporace e di altri tre indagati è stata stralciata e il loro fascicolo è passato per competenza alla Procura di Paola, perché il presunto patto corruttivo sarebbe stato stretto in Calabria.

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