Scontro totale dopo il comunicato dell’ex candidato sindaco Buongiovanni. Il direttivo cittadino insorge: «Grave forzatura politica e statutaria, decisioni prese da pochi».
È una vera e propria trincea quella che si è formata nelle ultime ore all’interno del Partito Democratico cittadino. Quella che doveva essere una riunione del Direttivo — allargata a iscritti, simpatizzanti e candidati — per definire la linea politica e il futuro del campo progressista, si è trasformata in un durissimo atto di accusa contro una parte dello stesso partito.

Al centro della bufera c’è un comunicato stampa diffuso ieri dall’ex candidato sindaco David Buongiovanni, insieme a un gruppo di iscritti. Una mossa che il vertice ufficiale del PD non ha esitato a definire a chiarissime lettere come un “golpe” interno.
La reazione del Circolo PD non si è fatta attendere e porta la firma del segretario cittadino Gianluca Pantano. Nella nota ufficiale diramata al termine del vertice odierno, lo strappo viene descritto con parole di profondo rammarico e fermezza:
«È emersa con chiarezza una grave forzatura politica e statutaria che non può rimanere senza risposta. Si tratta di un’iniziativa assunta in modo del tutto irrituale, in aperto contrasto con le regole democratiche e con le norme statutarie che disciplinano la vita del Partito Democratico».
Secondo la segreteria, il percorso politico che il gruppo di Buongiovanni ha tentato di imporre pubblicamente non è mai stato discusso né tantomeno approvato dagli organismi competenti. Da qui la condanna senza appello per un metodo giudicato elitario e fuori dalle regole: «È inaccettabile che decisioni di tale rilevanza vengano assunte da pochi, eludendo il confronto interno e ignorando il contributo della base e dei dirigenti legittimamente preposti».
Il segretario Pantano, forte del sostegno degli iscritti e dei simpatizzanti presenti alla riunione, ha preso nettamente le distanze dai contenuti del documento della discordia, ribadendo un concetto chiave: la linea ufficiale del partito non si decide sui giornali con fughe in avanti.
Il PD cittadino ha voluto blindare le proprie procedure interne attraverso tre punti fermi:
– Rispetto delle sedi competenti: ogni scelta futura sul campo progressista avverrà solo nel segno della collegialità e della partecipazione democratica.
– Trasparenza: le decisioni ufficiali verranno comunicate ai cittadini e alla stampa solo nei tempi e nelle forme opportune.
– Nessun valore ufficiale alle correnti: il partito invita formalmente media e opinione pubblica a ignorare comunicati che non siano firmati dal Segretario o dagli organi autorizzati.
Il messaggio finale che arriva dal Direttivo è un avviso di sfratto politico a chiunque provi a dettare l’agenda fuori dai canali ufficiali: qualunque altra iniziativa, conclude il comunicato, è da considerarsi esclusivamente come «espressione di posizioni personali, prive di qualsiasi mandato e non riconducibili al Partito Democratico». La frattura è aperta, e la gestione del post-elezioni nel centrosinistra si preannuncia infuocata.



