Opposizione dura ma responsabile in un Comune in dissesto finanziario.
A meno di dieci giorni dal verdetto delle urne, sembrerebbe spaccarsi il potenziale scenario di larghe intese nella città del Longano. Una parte del Partito Democratico sigilla le porte a ogni ipotesi di ingresso nella neonata amministrazione guidata dalla sindaca Melangela Scolaro, rispedendo al mittente la proposta ufficiale di occupare ruoli di primo piano e di “amministrazione attiva” all’interno della nascente Giunta municipale.

Una decisione netta, formalizzata attraverso un comunicato congiunto firmato in blocco dai vertici del partito, dai consiglieri eletti e dai candidati dell’ultima tornata elettorale.
Una scelta che rivendica la “distanza incolmabile” dai vincitori e rimarca la natura profondamente alternativa del progetto politico guidato dall’ex candidato a sindaco David Bongiovanni, sostenuto in campagna elettorale dalla coalizione progressista insieme ai movimenti “Città Aperta – Controcorrente” e al “Movimento 5 Stelle”.
I democratici spiegano il diniego facendo appello alla coerenza politica e al rispetto per il mandato ricevuto dagli elettori: «Nel corso della campagna elettorale si è più volte evidenziato quanto la nostra proposta progettuale fosse alternativa rispetto a quella risultante vincente dalle urne», si legge nel documento.
Sotto la lente d’ingrandimento del PD finisce la natura stessa della maggioranza di Melangela Scolaro, di cui si mettono in dubbio la solidità e la tenuta a causa della forte eterogeneità interna. Ma il punto di rottura più profondo è di natura ideologica e valoriale: i dem parlano apertamente di una distanza insondabile da movimenti, interni alla sponda vincente, che «mettono in discussione i diritti fondamentali dei cittadini». Nessuna poltrona, dunque, e nessuna scorciatoia consiliare. Il PD barcellonese ribadisce che il proprio modello di governo urbano si fonda sulla condivisione trasparente dei progetti e sulla stabilità strategica, elementi ritenuti incompatibili con l’attuale quadro politico emerso dalle urne.
Tuttavia, il secco “no” alla partecipazione diretta alla Giunta non si tradurrà in un ostruzionismo cieco o in un Aventino istituzionale. I firmatari del documento non nascondono il quadro drammatico in cui versa la macchina comunale di Barcellona Pozzo di Gotto, descrivendo una città «priva di servizi essenziali, in stato di dissesto finanziario, con le imposte e le tariffe comunali ai massimi livelli da anni e senza adeguate forme di sostegno per le fasce deboli della cittadinanza».
È proprio questa emergenza economico-sociale a tracciare la linea della nuova strategia dem all’interno del Consiglio comunale: un’opposizione che si preannuncia «rigorosa ma responsabile». C’è l’impegno formale a garantire l’agibilità democratica dell’Amministrazione, valutando e sostenendo, senza pregiudizi ideologici, tutte le singole proposte che saranno ritenute utili e urgenti per il bene collettivo e la salvezza della città.
I firmatari del documento:
David Bongiovanni – Candidato Sindaco, componente della direzione regionale
Antonio Turrisi – Consigliere comunale
Stefano Saija – Consigliere comunale
Domenico Floramo – Presidente dell’assemblea di circolo
I candidati al Consiglio comunale: Carmelo Ceraolo, Stefania Cucumo, Francesco Di Pasquale, Dominga Floramo, Mario Garofalo, Gianluca Imbesi, Ilaria Immesi, Giusy Lembo, Francesca Santanocita, Paolo Spinella, Sara Torre.



