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COSA NON SI FA PER UN VOTO! IN PERÙ TRIONFA “HITLER MUSSOLINI” (MA È DI SINISTRA)

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Dalle vette delle Ande ai media internazionali, la politica supera la fantasia. Un uomo chiamato come i due dittatori del ‘900 vince le elezioni municipali con una lista progressista.

Queropalca (Perù) – Roba da non crederci, eppure i registri dell’anagrafe parlano chiaro. Se dalle nostre parti un nome simile evocherebbe spettri oscuri e denunce per apologia, nel piccolo e sperduto distretto peruviano di Queropalca (poco più di 700 anime sperse nella regione di Huánuco) ha portato dritti alla poltrona più alta del municipio. Il nuovo primo cittadino si chiama Hitler Mussolini Simeón Flores. Sì, avete letto bene: i genitori hanno pensato bene di unire in un solo certificato di nascita il totalitarismo europeo del ventesimo secolo.

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Ma il vero colpo di scena, che sta facendo sorridere il mondo e accapigliare i politologi, è il colore politico della sua coalizione. Il buon Hitler Mussolini, infischiandosene del fardello nominale, si è candidato con il cartello di Ahora Nación, una forza politica di centrosinistra e socialdemocratica. Con una manciata di voti (229 preferenze per l’esattezza, pari al 34,54% dei consensi validi), il candidato progressista dal nome nerissimo ha sbaragliato la concorrenza della destra populista di Renovación Popular, conquistando la fascia tricolore locale per appena 25 schede di scarto.

La notizia, ovviamente, ci ha messo pochissimo a fare il giro del globo, scatenando un’ondata di ironia e sconcerto. Sul web e nei commenti dei principali quotidiani mondiali è scoppiato il caos ideologico. Tra progressisti disorientati nel dover constatare l’operato politico di un “Hitler” e nostalgici della domenica confusi dal veder trionfare un “Mussolini” sotto le bandiere del progresso e della giustizia sociale, il dibattito ha toccato vette di puro surrealismo. “Quando l’anagrafe è di destra ma il cuore batte a sinistra”, ironizza qualcuno sui social, mentre i meme già si sprecano.

Ma il Perù non è nuovo a questi “miracoli”. Per quanto la vicenda possa sembrare unica, gli esperti di dinamiche sudamericane sanno che il Perù ha un debole per l’onomastica estrema, spesso legata alla scarsa conoscenza storica profonda di quei nomi al momento della registrazione dei neonati. Già nel 2018, nel vicino comune di Yúngar, la poltrona di sindaco era stata contesa in un memorabile scontro ravvicinato tra un altro Hitler (Hitler Alba Sánchez) e uno sfidante che di nome faceva Lenin (Lenin Vladimir Rodríguez). In quel caso, vinse Hitler al grido dello slogan: “Io sono il Hitler buono!”.

Oggi la storia si ripete, raddoppiando il carico da undici. Hitler Mussolini ce l’ha fatta, promettendo strade, scuole e aiuti all’agricoltura per i suoi concittadini andini. Resta solo da capire come gestirà i futuri protocolli e le relazioni internazionali. Nel dubbio, il pubblico globale si gode lo spettacolo di una realtà che, ormai, ha definitivamente superato ogni forma di satira.

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