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Dall’ARIM di Città del Messico a Bruxelles: CECILIA SALAICES unisce ARTE, DIGNITÀ e INTELLIGENZA SOCIALE

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Dopo la relazione su Frida Kahlo al X Congresso dei Ricercatori Italiani in Messico, il 2 dicembre porterà l’esperienza di Orchidea Latina APS a una tavola rotonda presso il Parlamento europeo.

ROMA, 1 novembre 2026 – Dalla ricerca sull’arte di Frida Kahlo al confronto europeo sull’innovazione e il Terzo Settore: sono due appuntamenti diversi, ma uniti dalla stessa attenzione alla dignità della persona, quelli che vedono protagonista Cecilia Salaices Hernández, ricercatrice e promotrice culturale di origine messicana, da oltre trent’anni residente a Roma e presidente di Orchidea Latina APS.

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Il 30 ottobre Salaices è intervenuta in collegamento da Roma al X Congresso Annunale dell’Associazione dei Ricercatori Italiani in Messico (ARIM), ospitato il 29 e 30 ottobre dall’Istituto Italiano di Cultura di Città del Messico. Nella sessione dedicata a cultura, identità territoriale, lingua e insegnamento tra Messico e Italia ha presentato, in dieci minuti, la relazione «Frida Kahlo, dignidad y experiencia femenina: una lectura autoetnográfica entre México e Italia».

L’intervento nasce dalla tesi con cui ha conseguito la Licenza in Scienze Sociali presso la Pontificia Università Gregoriana: «Il Municipio. Un’etnografia riflessiva sull’arte di Frida Kahlo alla luce di Mulieris Dignitatem». Attraverso l’autoetnografia riflessiva, l’analisi delle opere e l’esperienza interculturale tra Messico e Italia, Salaices ha proposto una lettura di Frida Kahlo non come semplice icona popolare, ma come occasione per interrogarsi sul corpo, la vulnerabilità, la memoria e il riconoscimento della donna.

Al centro della relazione anche «Henry Ford Hospital», il dipinto del 1932 proiettato durante l’esposizione: un’opera che rende visibili esperienze intime di sofferenza e perdita, spesso relegate al silenzio. La ricercatrice ha messo questa lettura in dialogo critico con «Mulieris Dignitatem» di Giovanni Paolo II, sottolineando che il valore di una donna non dipende dalla salute, dalla maternità o dall’adesione a un modello sociale. Non si tratta di trasformare Frida Kahlo in una figura religiosa né in un modello universale, ma di riconoscere la dignità di storie femminili differenti.

Nel confronto seguito alle relazioni, una domanda ha toccato il rapporto tra esclusione sociale e successiva rivalutazione della figura di Frida. Salaices ha ribadito un punto essenziale: il suo lavoro non intende “santificare” l’artista, né proporla come figura nella quale ogni donna debba identificarsi. La ricerca guarda piuttosto alla possibilità di riconoscere ogni donna nella propria storia. Anche il Día de los Muertos, richiamato nel dibattito, è stato presentato come espressione dell’identità e della memoria di un popolo, da comprendere oltre la sola immagine popolare.

Da questa riflessione sul valore sociale dell’arte si apre ora un nuovo capitolo. Il 2 dicembre 2026 Salaices è attesa a Bruxelles per un intervento nell’ambito della tavola rotonda «Dall’Intelligenza Artificiale all’Intelligenza Sociale: Roma e il Terzo settore nell’Europa che innova», in programma alle 18:30 presso la sede del Parlamento europeo. L’incontro, annunciato dal Centro Europeo di Studi Culturali, approfondirà il rapporto fra intelligenza artificiale, lavoro, welfare, associazionismo e responsabilità sociale.

Il contributo che Salaices si prepara a portare, intitolato «Dalla cultura all’intelligenza sociale: Orchidea Latina e la costruzione di comunità interculturali a Roma», mette a fuoco una decisione decisiva: la tecnologia può moltiplicare le connessioni e facilitare il lavoro delle associazioni, ma non genera automaticamente fiducia, ascolto e relazioni autentiche. Per costruire comunità servono partecipazione, responsabilità, capacità di accogliere le differenze e riconoscimento reciproco.

Le esperienze di Orchidea Latina APS — dai progetti Frida Kahlo 360° alle iniziative legate al Día de los Muertos, fino alle esposizioni e agli incontri fra artisti e cittadini — saranno il punto di partenza per discutere il contributo del Terzo Settore all’innovazione. L’obiettivo non è contrapporre intelligenza artificiale e dimensione umana, bensì fare in modo che la prima rafforzi, senza sostituirla, la seconda.

Una frase del testo preparato per Bruxelles riassume il messaggio: «L’intelligenza artificiale può aiutarci a connettere informazioni. L’intelligenza sociale deve aiutarci a connettere persone». Da Città del Messico a Bruxelles, il percorso di Cecilia Salaices prosegue così lungo un filo coerente: usare cultura, ricerca e impegno associativo per costruire ponti tra persone, comunità e Paesi.

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