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Milazzo, EX DIPENDENTE “INFEDELE” tentò truffa a “MARE PULITO” per la riassunzione: CONDANNATO 

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Il Tribunale penale di Barcellona ha riconosciuto colpevole di truffa condannandolo alla pena di 4 mesi di reclusione e 500 euro di multa, oltre che a rifondere spese e danni all’ex datore di lavoro, costituitosi parte civile, il milazzese S.L., 37 anni, ex dipendente della Mare Pulito srl. S.L. era stato prima licenziato e poi denunciato penalmente dall’ex datrice di lavoro quando, nel 2022, la società si era vista richiedere dall’INPS il pagamento di oltre 10 mila euro per sgravi contributivi non spettanti.

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Dopo aver effettuato accertamenti sulla storia lavorativa del giovane, infatti I’INPS aveva scoperto che il lavoratore (che al datore di lavoro aveva falsamente dichiarato con autocertificazione di non essere mai stato assunto prima a tempo indeterminato), era invece già stato in passato inquadrato con contratto a tempo indeterminato presso un’altra società operante in ambito turistico.

Da qui la richiesta dell’INPS alla società datrice di lavoro di restituzione delle somme precedentemente non versate: dal momento che, per legge, l’esonero contributivo poteva essere goduto solo in caso di lavoratore mai prima assunto a tempo indeterminato.

Scoperto l’inganno, la società aveva prima di tutto proceduto a contestare il falso al proprio dipendente e lo aveva licenziato. Il licenziamento impugnato da S.L. era poi stato confermato come pienamente legittimo sia dal Tribunale del Lavoro che dalla Corte d’Appello, che hanno ritenuto il comportamento del lavoratore talmente grave da incrinare irrimediabilmente il rapporto fiduciario. I guai per l’ex dipendente però non sono finiti lì.

La società ha infatti sporto anche denuncia penale, sostenendo di essere stata raggirata dal lavoratore infedele, che, per garantirsi l’assunzione, aveva rilasciato una falsa autocertificazione in cui garantiva di possedere il requisito previsto dalla legge. La Procura della Repubblica aveva dunque contestato all’ex dipendente la commissione di una vera e propria truffa. Reato per il quale oggi il Tribunale ha emesso in primo grado sentenza di condanna a pena sospesa, accogliendo anche le richieste della società, costituitasi parte civile con l’avvocato Filippo Barbera, che ha richiesto ed ottenuto la condanna dall’ex dipendente, difeso dagli Avvocati Giuseppe Lo Presti ed Angela Spinella, anche al risarcimento dei danni ed al pagamento delle spese di giudizio.

Nel corso del processo è emerso che anche altri dipendenti avevano, come S.L., reso al datore di lavoro una falsa dichiarazione in occasione dell’assunzione e per questo erano stati anche loro licenziatiA differenza di S.L., però gli altri licenziati, oltre a scusarsi con il datore di lavoro, avevano prontamente risarcito le somme richieste dall’INPS, venendo quindi “perdonati” e addirittura riassunti dalla stessa società.

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