Stangata in arrivo per i residenti, turisti e autotrasportati nelle isole minori siciliane, ad eccezione delle Pelagie. A partire dal 15 maggio le tariffe nel trasporto sulle navi di linea subiranno un incremento generalizzato che oscillerà tra un minimo del 30% e un massimo del 50% rispetto ai prezzi attuali.

Lo ha preannunciato con un documento, inviato alle biglietterie di scalo, la società Caronte & Tourist Isole Minori Spa.
La decisione dell’aumento – che interesserà residenti, pendolari, turisti, veicoli ordinari e commerciali – secondo quanto si legge nel documento è diventata inevitabile a causa del mancato completamento della procedura di riequilibrio avviata a luglio dello scorso e ad oggi non completata dagli organismi nazionali e regionali.
L’adeguamento tariffario non riguarderà il servizio regionale per le isole Pelagie (Lampedusa e Linosa), che manterrà, per il momento, il listino attualmente in vigore.
Inoltre, una comunicazione indirizzata ai sindacati preannuncia un profondo riassetto organizzativo del personale marittimo di Caronte & Tourist.
La lettera, firmata dal responsabile del personale e della comunicazione Tiziano Minuti e datata 11 maggio, parte da una ricostruzione della situazione economica aziendale e dei rapporti con la pubblica amministrazione. “Dopo diciotto mesi da quando comunicavamo alle organizzazioni sindacali l’impossibilità di mantenere in vita – in assenza di un aggiornamento della redditività delle concessioni in essere – le condizioni di maggior favore rivenienti dalla contrattazione di secondo livello, da noi sottoscritta e/o ereditata dalle precedenti gestioni aziendali, nessun atto concreto è stato finalizzato con i concedenti e i valori economici complessivi dei contratti con la Pubblica Amministrazione sono rimasti quelli del 2016”.
Nel documento si evidenzia anche un peggioramento del contesto generale: “In quest’anno e mezzo, peraltro, è accaduto che le condizioni di contesto si siano addirittura aggravate, con il perdurare dei pregressi e l’insorgere di nuovi eventi bellici che hanno ulteriormente frantumato il quadro sociopolitico che era stato riferimento per la determinazione di quei valori economici”.
La società richiama inoltre la situazione con la Regione : “Se, da una parte, è in via di sanatoria il credito con la Regione Siciliana (ma, verosimilmente, solo a seguito delle reazioni sindacali a un nostro annuncio di riduzione necessitata delle retribuzioni del mese di aprile), dall’altro non possiamo non evidenziare come di fatto le sofferenze denunciate con la nota citata in epigrafe ancora non hanno avuto l’auspicata composizione”.
Da qui la decisione di intervenire sull’organizzazione interna. “Gli amministratori della società hanno conseguentemente dovuto cominciare ad attuare le misure necessarie per garantire l’equilibrio economico. Una scelta radicale di razionalizzazione non è dunque più rinviabile, se si ritiene di voler offrire una prospettiva alla struttura stessa dell’azienda”.
Le misure scatteranno dal 1° giugno e prevedono il ritorno alle disposizioni già introdotte nel 2024. Nel dettaglio, si legge: “Saranno così nuovamente applicate le correzioni organizzative disposte con la lettera del 31 ottobre 2024 e successivamente sospese, e in particolare: i periodi d’imbarco per gli iscritti a Turno Particolare saranno di due mesi intervallati da un periodo di sbarco, con liquidazione di ogni spettanza maturata, di un mese. Ogni deroga a quanto prescritto avrà carattere di eccezionalità”.
Non solo. “Continueranno a rimanere bloccate le stabilizzazioni (immissioni in CRL e/o in TP)” e “saranno ulteriormente revisionate le turnazioni nell’ottica di recuperi di produttività, da effettuare nel dovuto rispetto delle normative nazionali e sovranazionali in materia di sicurezza del lavoro”.
La società riconosce infine l’impatto delle misure sul personale: “Pur consapevoli del disagio che le disposizioni predette comporteranno per i marittimi che ne saranno destinatari, siamo certi che codeste OO.SS. ne comprenderanno le ragioni, unicamente tese alla garanzia della messa in sicurezza dei conti della società e alla conseguente, complessiva salvaguardia dei livelli occupazionali”.



