Eseguita ieri la nuova udienza relativa al procedimento sull’incidente stradale in cui, lo scorso luglio, hanno perso la vita gli inseparabili amici barcellonesi, Simone Marzullo, 17 anni e Mattia Stefan Caruso, 16 anni che viveva a Milazzo in contrada Fiumarella, rispettivamente studenti del Copernico e dell’istituto mamertino Majorana.

Il gup Giuseppe Sidoti ha disposto un rinvio al 7 luglio, data in cui verrà conferito l’incarico a un consulente tecnico d’ufficio (CTU), che giurerà proprio in quel dibattimento.
Sul piano processuale, la difesa dell’indagato accusato di duplice omicidio stradale aggravato, rappresentata dai legali Paola Barbaro e Sebastiano Campanella, hanno avanzato richiesta di accesso al giudizio abbreviato, che sarà subordinato ai risultati della consulenza tecnica disposta dal giudice: scelta che, in caso di condanna, consentirebbe una riduzione della pena pari a un terzo rispetto al giudizio ordinario. Un passaggio che conferma come l’esito dell’incidente probatorio possa incidere in modo rilevante sull’impostazione del processo. I due giovani persero drammaticamente la vita nella notte del 15 luglio dello scorso anno mentre facevano ritorno a velocità moderata in sella a uno scooter Aprilia Scarabeo , dopo essere stati travolti da una Fiat Grande Punto all’incrocio tra la via Kennedy e la via San Vito e morti sul colpo sbattendo contro un muro. Unico imputato è il giovane, Paolo Mangano, 18 anni, di Furnari, all’epoca dei fatti neo patentato. Secondo la prima ricostruzione della dinamica effettuata dal consulente tecnico nominato dalla Procura di Barcellona, l’ing. Santi Mangano, il conducente dell’auto avrebbe proceduto a una velocità di 132 chilometri orari in pieno centro, violando i limiti e senza adottare la necessaria prudenza in prossimità dell’intersezione. È stata una scena straziante che ha profondamente colpito la comunità barcellonese e dell’intero comprensorio: una doppia tragedia che ha riacceso il dibattito sulla sicurezza stradale e sulla velocità incontrollata nei centri urbani. Parti civili i familiari delle due giovani vittime, difesi dai legali Paolo Pino, Claudio Cannas e Alessandro Pruiti Ciarello.



