Mobilitazione odierna per suonare la sveglia alla politica e chiedere un piano di riconversione e la tutela di 300 posti della centrale A2A di San Filippo del Mela dopo il rinvio della seduta prevista oggi alla Commissione Attività Produttive dell’Ars su richiesta dell’ad di Terna. Riconvocazione chiesta nuovamente dal deputato regionale di ScN Matteo Sciotto e dalla Fiom-Cgil. Stamani Michele Vacca e Laura Castelli i candidati sindaco di Milazzo presenti al presidio per capire quale sarà il futuro dell’impianto di Archi.


“Questa mattina, nelle prime ore della giornata, abbiamo partecipato con rispetto e in punta di piedi alla mobilitazione dei lavoratori di A2A.
Abbiamo scelto di esserci per ascoltare da vicino una delle questioni più drammatiche che colpiscono il nostro territorio: la desertificazione industriale”- così un una nota Michele Vacca, candidato sindaco di Milazzo della Coalizione Progressista (M5S,PD e Rifondazione Comunista)-.
“Una crisi che rischia di lasciare centinaia di famiglie nell’incertezza, nel silenzio assordante delle istituzioni e nell’indifferenza di chi, dopo aver tratto per anni profitti da questa terra e dal lavoro di intere generazioni, oggi sembra pronto ad abbandonarla- continua-.
Ogni crisi industriale ha caratteristiche e problemi diversi.

Per questo crediamo che prima di parlare sia necessario ascoltare chi vive queste difficoltà ogni giorno: i lavoratori, le famiglie, le comunità che continuano a difendere dignità, occupazione e futuro”.
“La vertenza di oggi non riguarda soltanto posti di lavoro- incalza Vacca-.
Riguarda il destino di un intero territorio, il diritto delle nuove generazioni a non essere costrette ad andare via, la necessità di costruire una visione industriale seria, sostenibile e duratura”.
Come abbiamo già ribadito nel nostro programma, serve una regia pubblica forte e permanente sulla crisi industriale e occupazionale della fascia tirrenica, capace di coinvolgere istituzioni, imprese e organizzazioni sindacali, per governare la transizione senza lasciare indietro nessuno-spiega -.
Ma soprattutto serve dare una vera cassa di risonanza alle vertenze dei lavoratori, rompendo il muro di silenzio che troppo spesso circonda queste mobilitazioni”.
E conclude con un messaggio forte: “Le istituzioni non possono limitarsi ad arrivare quando le decisioni sono già state prese. Devono stare accanto ai lavoratori, ascoltare, informare, pretendere chiarezza sui progetti industriali e sulle ricadute occupazionali.

Dietro una grande impresa multinazionale non ci sono soltanto numeri, investimenti o bilanci.
Ci sono persone. Ci sono storie. Ci sono comunità intere che chiedono di non essere lasciate sole”.
A rincarare la dose anche Laura Castelli candidata sindaco di ScN a Milazzo.
“Sono passata al presidio organizzato dai lavoratori di A2A per ascoltare direttamente le loro proposte e le loro preoccupazioni.
L’ho fatto da Laura, da donna che ha trascorso 5 anni al Governo e conosce il funzionamento della macchina dello Stato”- chiarisce l’ex viceministro dell’Economia-.
“La prima cosa che ho chiesto è stata: “Voi, conoscendo i piani industriali di A2A e Terna, cosa fareste?”.
Ci siamo confrontati, abbiamo approfondito, abbiamo parlato con chiarezza.
Io mi sono fatta un’idea precisa: viste le scelte ormai delineate di A2A e Terna, per garantire i livelli occupazionali bisogna parlare subito di bonifiche- puntualizza Castelli-.
Un territorio come questo ha bisogno di almeno 10 anni di lavoro per bonificare un’area così vasta e sfruttata per decenni dalle industrie”.
E poi un duro monito: “Ai sindacati nazionali dico: occupatevi di questo territorio, fate da collegamento con i ministeri e con le partecipate pubbliche. Questo problema occupazionale non può essere derubricato a semplice questione locale.
Ai partiti nazionali e ai colleghi politici dico che una soluzione esiste, e si può trovare senza grandi difficoltà. Bisogna però metterla a terra in modo rapido e concreto”.
“Qui non ci sono bandierine politiche da piantare.
Qui c’è un solo obiettivo che deve unire tutti: salvaguardare queste famiglie e difendere il lavoro di un intero territorio.
C’è solo una cosa che non possiamo permetterci come Paese: l’immobilismo e la superficialità di chi preferisce voltarsi dall’altra parte.
Questa situazione si può risolvere- sottolinea Castelli – . E dobbiamo farlo tutti insieme.
Io ci metto il mio impegno, mettendo a disposizione la mia esperienza e i miei rapporti istituzionali”.



