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INTERVISTA A FABIO MILICI, zampognaro con la MUSICA NEL CUORE

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Nei giorni scorsi a Novara di Sicilia l’associazione culturale “BorgArt” ha presentato 3 Cone realizzate per questo Natale e molto bello è stato il suono della zampogna curato dal giovane milazzese di origini novaresi Fabio Milici, che ha deliziato i presenti alla serata con il caratteristico suono. Apprezzamenti unanimi e l’intervista che segue, nella quale Fabio si racconta. Buona lettura.

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D. Fabio, oggi hai suonato pezzi della tradizione natalizia con la tua zampogna, ma per caso sai suonare anche qualche altro strumento?

R. Allora, io non sono Maestro, non sono mai stato al Conservatorio, sono un autodidatta. Mi appassiona tanto la musica, fin da quando ero piccolo. Ho iniziato a studiarla a quasi 7 anni e ad 8 andavo già a suonare nella banda “Maestro Giuseppe Caruso” di Novara di Sicilia. Come primo strumento, ho iniziato  a suonare  il sax soprano.

D. Stai parlando di primo strumento? Quindi si suppone che tu sappia suonare anche altri strumenti…

R. Non sono certamente professionista, però strimpello sempre qualche nota, insomma, con il sax ero bravino. Poi ho iniziato con il flauto traverso, mi appassionava, ho imparato a suonare anche l’organo in chiesa, e allora potevo fare qualche duetto con flauto e organo, anche perché ho un amico che si chiama Angelo Lombardo, che anche lui è un appassionato di musica. Ho suonato anche con Masa Imbesi, Io suonavo  la tastiera e lei la chitarra.

D. Chi era per te Masa Imbesi?

R. La mia madrina, bellissimi ricordi, con lei ho iniziato a suonare il flauto traverso perché mi appassionava. Ero piccolo e dicevo: “Uh, devo avere ‘sto flauto, devo avere ‘sto flauto”. Poi, insomma, ho acquistato lo strumento” e siamo andati. Mi ricordo che i miei non volevano e dicevano: “Ma perché devi acquistare questo strumento, che se già hai il sax. Suona il sax,  perché devi spendere altri soldi?”. Io risposi: “No, perché è uno strumento che a me piace!”. Ho lottato fino a quando un giorno, che ancora non ero neanche maggiorenne, mi hanno accompagnato insieme a Daniela Orlando a Giardini Naxos.

D. Suona il flauto, Daniela Orlando?

R. Daniela, una persona veramente in gamba, lei ha studiato al conservatorio, sono stato in quel negozio a Giardini Naxos per acquistare il flauto e quindi ho fatto diverse lezioni con lei. Poi mi sono detto: “Ma se io suono il flauto posso suonare l’ottavino”. Sentivo che c’erano quelle bellissime marce suonate con l’ottavino, perché è il fratello minore del flauto, è quello più piccolo. E quindi… “Devo  comprare pure sto ottavino”. Allora, avevo ne avevo acquistato uno un po’ più economico per vedere se riuscivo a suonare o meno, perché sono degli strumenti molto difficili. Poi da lì, nel periodo Covid, ho detto: “Basta, devo avere un ottavino come si deve”. E sono andato da Sanfilippo a Messina e ne ho acquistato uno professionale. Allora l’ho  pagato 1500 euro. Gliel’ho detto.. Sono un povero dilettante, Sanfilippo e D’Amico mi hanno risposto: “Guarda, figlio mio impazzirai a suonare questo strumento.

D. Sanfilippo cosa ti ha raccontato?

R. “Io quando ero piccolo ho iniziato a suonare questo strumento fino a quando un giorno non ne potevo più e gli ho piantato un morso”. “Prova e riprova, dice, perché riuscirai”. Vabbè, io sono tornato a casa, poi giustamente  già sapevo suonare il flauto traverso, già mi avvicinavo tanto all’ottavino, insomma a suonare quelle marce. Solo che di diaframma ce ne voleva di più, di fiato.

D. Sono finiti gli strumenti? O hai suonato qualcos’altro?

R. Eh… con il flauto traverso mi sono fermato, ho detto basta, ho acquistato una tastiera e poi, tre-quattro anni fa avevo pensato anche ad una zampogna, uno strumento che mi appassionava, molto agricolo, perché tutto legno, è cavato dentro, le ance sono fatte dalle canne. Noi le chiamiamo “cannizzu”  sono abbastanza leggere e sono quelle che si trovano nel fiume. Ho detto: “Voglio provare questo strumento, devo vedere com’è”. Però giustamente non sapevo suonarlo, perché è uno strumento molto  complicato. Allora ho detto: “Basta, quest’anno diamo una svolta”.

D. E quindi hai comprato pure una zampogna? Questa cosa ha dell’incredibile, raccontaci…

R. Due mesi fa ho detto: “Devo vedere se trovo qualcosa”. Nuova non si poteva acquistare perché volevano da 900 ai 1100-1200 €, così ho trovato un signore che la vendeva perché lui non riusciva a suonarla, che mi ha detto: “Vedi che impazzirai, perché non suona in nessun modo. Io ho lottato, non suona”. Ho detto: “Ma perché non suona? Ma tu sai suonare?”. “Eh, io non so suonare, ma ho provato e inizio a fare qualche canzoncina, ma non è che riesco a suonare”. Ho detto: “Ma sai che fai? Fai una cosa, se tu la devi vendere, vendila a me e poi me la vedo io”. E insomma ci siamo messi d’accordo e ho acquistato questa zampogna. Poi l’ho fatta accordare, l’ho portata dal Maestro  Salvatore Tommasello per accordarla. Lui è veramente in gamba, Salvatore. Si è preso cura della zampogna, l’ha accordata tutta, e me l’ha sistemata come si deve. E  mi ha detto: “Fabio, vedi che è difficile. I primi giorni avrai mal di testa perché devi soffiare parecchio all’interno  dell’otre. Devi soffiare, se tu non hai un buon fiato, non riesci a suonare”. Poi alla fine, quando sono tornato a casa, ho iniziato a suonare già quella sera stessa, riuscivo a suonare qualcosa. Poi gli ho mandato un video e mi ha detto: “Fabio, io sono stupito! Complimenti, bravo veramente! Cioè, mai nessuno, nel giro di poco tempo suona già”. E poi la particolarità che hai detto tu, che se è fredda non suona

D. Questa è quindi una caratteristica della zampogna, vero?

R. Sì, la particolarità è quella: se la zampogna è fredda non suona, gli sbalzi di temperatura dal caldo al freddo, perché le ance sono canne, la frenano. Poi ho deciso di prendere questo strumento, ho iniziato a suonare e ora stasera sono qui, dopo  3-4 giorni che suono, non è che suono da parecchio tempo.

D. Allora ti posso dire una cosa? C’è una bellissima canzone dal titolo “Vivo per lei”, che è dedicata alla musica, mentre si penserebbe fosse dedicata ad una donna, questo brano ti identifica…

R. Grazie, in effetti a me piace la musica. Io cerco sempre con Angelo di provare qualcosina, ci diamo da fare.

Si chiude questo piacevolissimo incontro in una frizzante serata novarese di dicembre, in pieno clima natalizio nel meraviglioso borgo e ringraziamo Fabio Milici per la sua testimonianza,  uno spaccato di passione ed amore nei confronti della musica, una della arti che dona bellezza al mondo.

(Loredana Aimi)

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