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OMICIDIO FLORIO, il corpo nascosto tra i rovi a Castiglione: FERMATI UNA COPPIA E UNA DONNA

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Tre fermi per l’omicidio di Giuseppe Florio. La svolta arriva a meno di 48 ore dal ritrovamento del corpo nelle campagne di Mitogio, a Castiglione di Sicilia. I carabinieri di Taormina e del Comando provinciale di Catania hanno eseguito due decreti di fermo per omicidio e soppressione di cadavere nei confronti di una donna di 50 anni, del compagno di 39 anni, pregiudicato, e di una donna di 53 anni ospite della coppia, indagata per la sola soppressione di cadavere.

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La vittima, 66 anni originario e residente a Giardini Naxos, era stata trovata avvolta in un lenzuolo e chiusa in sacchi di plastica lungo una strada rurale. A fare la scoperta era stato un passante. Già dalle prime verifiche era emerso il sospetto che l’omicidio fosse avvenuto altrove.

Le indagini, coordinate dalle Procure di Catania e Messina, hanno portato rapidamente a Taormina. In località Santa Venera è stata trovata la Fiat Panda dell’uomo, completamente bruciata. Un elemento che ha indirizzato gli investigatori verso la cerchia delle frequentazioni della vittima.

Gli accertamenti si sono concentrati su un’abitazione del complesso di edilizia popolare di Trappitello, dove Florio era solito andare. È lì che, secondo quanto ricostruito, sarebbe avvenuta l’aggressione. All’interno della casa i carabinieri hanno trovato numerose tracce riconducibili a una violenza compatibile con le ferite riscontrate sul corpo.

Nelle ore precedenti ai fermi, i militari avevano interrogato a lungo due donne e un uomo, tutti conoscenti della vittima, che vivono proprio nella zona delle case popolari. Un passaggio investigativo che si inserisce in un quadro ancora in fase di definizione. Tra le ipotesi al vaglio anche quella di «una lezione sfuggita di mano», maturata in un contesto di rapporti personali.

Florio abitava a Chianchitta, nel territorio di Giardini Naxos, ma secondo quanto emerge avrebbe avuto anche la disponibilità di un altro alloggio, forse proprio nei pressi di via Francesco Paladini, a Trappitello. Un elemento che rafforza il legame tra la vittima e il luogo dove gli investigatori collocano il delitto.

Decisivi l’analisi delle telecamere di sorveglianza, i sopralluoghi tecnico-scientifici e le testimonianze raccolte nelle ore successive al ritrovamento. Il quadro indiziario ha portato ai provvedimenti di fermo, che adesso dovranno essere convalidati dal Gip di Messina.

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