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Messina, DANIELA MASSACRATA a coltellate dall’ex: “IL BRACCIALETTO ARRIVAVA OGGI”

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Daniela Zinnanti, 50 anni, martedì sera a Messina è stata trovata morta nella sua abitazione colpita con decine di coltellate. La polizia ha fermato Santino Bonfiglio, 67 anni, ex compagno della vittima, che ha confessato ed è stato portato in carcere. L’uomo ha raccontato agli inquirenti di avere litigato con la donna e che, al culmine della discussione, l’avrebbe accoltellata. Dagli accertamenti disposti dalla Procura di Messina, Bonfiglio avrebbe violato gli arresti domiciliari a cui era stato sottoposto dal gip dopo la seconda denuncia (la prima era stata ritirata) della vittima. Il gip aveva disposto che l’indagato indossasse il braccialetto elettronico, che non era però disponibile da un mese e doveva arrivare oggi. Il giudice per le indagini preliminari non aveva però vincolato la misura cautelare all’obbligo dell’uso dello strumento elettronico.

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Bonfiglio sarebbe andato a trovare la ex per «chiarirsi sulla seconda denuncia presentata dalla donna, per cui lui era indagato per lesioni personali e maltrattamenti in famiglia», ha riferito l’avvocato dell’indagato. Bonfiglio al culmine della lite avrebbe preso un coltello colpendo la donna decine di volte. Il suo legale non chiederà, al momento, la perizia psichiatrica. A scoprire l’omicidio è stata la figlia della vittima, che alla vista del cadavere della madre in una pozza di sangue, ha avuto un malore. È stata portata in ospedale per controlli perché è incinta di sette mesi.

«Quello di mia sorella è un femminicidio annunciato», ha detto Roberto Zinnanti, fratello della vittima. «Io e i miei fratelli dicevamo da tempo a Daniela di lasciare quell’uomo. È un violento. Dopo l’ennesima denuncia finalmente aveva deciso di chiudere. Ma lui non si dava per vinto. E ora l’ha uccisa. “Mi vuole bene”, ci diceva sempre, ma noi l’avevamo pregata di lasciarlo e si era decisa a farlo dopo l’ultimo pestaggio durante il quale le aveva rotto sette costole ed era finita in ospedale. Voleva chiudere finalmente, ma lui non voleva darsi per vinto. Credo che ci sarebbe stato il processo a breve per questa brutale violenza e forse lui voleva convincerla a perdonarlo ancora, a ritirare la denuncia, a riprovare a continuare. Ora è accaduto questo. Servono più tutele in situazioni come queste. Mia sorella però è stata uccisa e non c’è più».

L’avvocato di Bonfiglio ha riferito di averlo trovato «annichilito, scosso nei suoi pensieri». Secondo le prime sommarie analisi della polizia scientifica Daniela Zinnanti potrebbe anche essere stata uccisa molte ore prima, o addirittura il giorno prima del ritrovamento. La vittima non lavorava e badava alla madre anziana, aveva due figli, un maschio e una femmina, avuti da una precedente relazione. Bonfiglio era in pensione, in precedenza svolgeva lavori saltuari guidando un mezzo pesante.

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