Non è solo un’icona, è un mito che continua a far parlare di sé. A tre anni dalla scomparsa di Raffaella Carrà, emerge un retroscena che mescola affetti privati, diritti d’autore e battaglie legali. Al centro della scena c’è Gian Luca Pelloni Bulzoni, il figlio adottivo della Regina della TV, protagonista di un’azione legale che ha scosso il mondo del teatro.

Nato a Ferrara nel 1964 e oggi alla guida della “Arcoiris Edizioni Musicali”, Bulzoni è l’erede che Raffaella ha scelto per dare continuità al suo immenso patrimonio umano e artistico. Recentemente lo stesso ha trascinato in tribunale una società spagnola per bloccare il musical “Bailo Bailo” (Ballando, ballando). Bulzoni ha contestato la distribuzione di patatine e coca-cola in omaggio con il biglietto, giudicandola una scelta degradante per l’immagine della madre. La giudice Laura Centofanti ha però respinto la richiesta di inibizione immediata dello spettacolo. Il motivo? Il tour ha già collezionato 36 repliche e non ne sono previste altre nell’immediato. La partita per eventuali risarcimenti resta aperta, ma si giocherà nel processo di merito.
Per placare i rumors è intervenuto l’ufficio stampa della Fondazione Raffaella Carrà. L’adozione di Gian Luca non sarebbe stata un semplice lascito patrimoniale, ma una missione:”La scelta di Raffaella era finalizzata a proseguire la sua attività e a portare avanti, in suo nome, tutte le iniziative benefiche a lei care.” Bulzoni, infatti, ha già dato vita alla Fondazione, impegnandosi in numerosi progetti di solidarietà e patrocini culturali che verranno annunciati nelle prossime settimane.
Nonostante il ruolo centrale di Gian Luca, la Carrà — da sempre legatissima alla famiglia — non ha dimenticato nessuno. Sebbene Bulzoni sia l’erede universale, non è l’erede unico. Nelle sue ultime disposizioni, Raffaella ha tutelato anche i nipoti Matteo e Federica Pelloni (figli del fratello Enzo), confermando quel grande cuore che, anche nelle questioni legali, non ha mai escluso i suoi affetti più cari.
(Loredana Aimi)



