C’è un’argilla che non serve solo a modellare figure, ma a plasmare il futuro di un intero borgo. A Novara di Sicilia, l’arte ha smesso di essere una materia scolastica per farsi “comunità”. Il progetto “Bimbosio di Scultura – L’Arte si fa Comunità” sta trasformando i vicoli e le aule in un cantiere di creatività senza precedenti, dove i bambini non sono semplici spettatori, ma i veri architetti della rigenerazione urbana.
L’iniziativa, finanziata dal Ministero della Cultura nell’ambito dei fondi PNRR per l’attrattività dei borghi storici, nasce dalla sinergia tra l’associazione L’Impegno Novarese ODV, il Comune, l’Accademia di Belle Arti di Catania e l’Istituto Comprensivo locale.


Il cuore pulsante del progetto è un laboratorio di scultura che sta vedendo gli alunni della scuola dell’infanzia, primaria e secondaria lavorare fianco a fianco con artisti di fama internazionale. Sotto la guida del maestro Leonardo Cumbo e della ceramista Giovanna Grigoli, i ragazzi stanno imprimendo i loro segni e le loro visioni in blocchi di materia destinati a durare nel tempo.

Questi elaborati non finiranno in un cassetto, ma diventeranno parte integrante di “Eolo”, un’opera monumentale che sarà installata nel borgo. Non si tratta di una semplice decorazione: le impronte dei bambini saranno la struttura stessa della scultura, trasformando il monumento in un “archivio vivo” dell’identità novarese.

In un’epoca in cui i piccoli borghi italiani lottano contro il silenzio e lo spopolamento, il “Bimbosio” risponde con il rumore della creatività: “Coinvolgere i più giovani significa trasformare l’arte in uno strumento di cittadinanza e appartenenza,” si legge tra le righe del progetto. L’obiettivo è chiaro: far sentire i bambini padroni del proprio territorio, legandoli visceralmente ai luoghi attraverso un gesto creativo collettivo.

A Novara di Sicilia la scuola esce dalle mura dell’edificio per invadere le piazze. Il dialogo tra istituzioni, maestri d’arte e studenti rappresenta un modello replicabile in tutta Italia, un esempio concreto di come le politiche culturali possano incidere realmente sul tessuto sociale.

Più che un laboratorio, il Bimbosio è un racconto scritto a più mani che prende forma nella materia. Un racconto che, grazie al coraggio di una comunità che crede nella bellezza, questa volta sceglie di restare per sempre.















