“Siamo in dirittura d’arrivo di una campagna elettorale che verrà ricordata, purtroppo, non per la qualità del dibattito o per la chiarezza dei programmi, ma per la sua profonda inutilità sostanziale e per i danni prodotti al tessuto civile. Invece di una sfida sulle idee per il futuro di Milazzo, i cittadini hanno assistito al triste spettacolo di polemiche sterili, a personalismi esasperati e ad una propaganda basata sulla disinformazione”. Lo afferma in una dura nota il segretario della locale sezione “ventunounoventuno” Cristoforo Tramontana (Partito comunista italiano).


“È senz’altro un’analisi amara che però, trova riscontro in molti attenti osservatori nelle piazze e nei ritrovi: se la politica smette di essere un confronto sui programmi, sulle idee, sui propositi, per diventare uno scontro tra personalità, a perderci è la qualità della democrazia e, naturalmente, la credibilità dei singoli contendenti.
Come già ricordato in altri contesti, il rischio maggiore di una campagna elettorale vissuta su questi toni, è uno stimolo all’astensionismo- evidenzia Tramontana-: molti cittadini, non sentendosi rappresentati da contenuti concreti e assistendo impotenti all’esaurirsi di speranze e aspettative, finiscono per percepire il voto non più come un diritto-dovere, ma come una pratica sterile che, per alcuni candidati, rasenta il narcisismo. Questa estrema polarizzazione logora il tessuto sociale, rendendo difficile, a urne chiuse, ritrovare una sintesi per il bene comune”. E continua:
“Escludendo rare episodiche occasioni, leader e candidati consiglieri, si sono concentrati sulla produzione di video per i social, accuse, barzellette e panzerotti, ignorando le esigenze di un rapporto serio con la cittadinanza, hanno trasformato la politica in ridicolo intrattenimento fine a sé stesso.
La strategia dominante è stata la demonizzazione dell’avversario, innescando una spirale pericolosa. I toni aspri, gli insulti e le volgarità hanno abbassato il livello del dibattito, violando il “galateo elettorale” e spesso, ridicolizzando la dignità delle istituzioni”.
“Destano profonda amarezza e sconcerto le recenti scelte comunicative adottate da una delle coalizioni che si preparano alla bagarre elettorale. Il simbolo presentato sembra delineare una preoccupante gerarchia interna anziché un’alleanza paritaria.
In uno dei loghi presenti sulla scheda elettorale, mentre due simboli campeggiano con prepotenza occupando lo spazio disponibile, il terzo appare quasi celato, oscurato da un metodo che sembra voler nascondere l’alleato piuttosto che valorizzarlo- incalza il responsabile territoriale che lancia una chiara frecciata alla coalizione de “I Progressisti” composta da Pd, M5S e Rifondazione Comunista rappresentata dal candidato sindaco Michele Vacca-. Ci chiediamo che fine abbia fatto il principio di pari dignità e se esista ancora, tra le forze politiche in competizione. Un’inaccettabile vergogna verso una Forza Politica che pure dovrebbe rappresentare un valore aggiunto per lo schieramento. Ma ciò che più colpisce è il silenzio dei “ridimensionati”, come possono i cosiddetti “rimpiccioliti” accettare di buon grado questo tentativo di cancellazione culturale e politica?
La visibilità politica non è una questione di estetica o di centimetri su un manifesto, ma un presupposto di democrazia e rispetto verso l’elettorato”. “Trasformare una coalizione in un’egemonia comunicativa significa soffocare il pluralismo e tradire il patto di lealtà su cui si fonda ogni progetto comune.
È necessario un chiarimento immediato: un’alleanza che si vergogna di una sua componente è un’alleanza che ha già perso la sua coesione interna”, spiega lo storico esponente politico cittadino.
“Il Partito Comunista Italiano di Milazzo, in assoluta sintonia con i vertici Regionali e Nazionali, ha deciso già da mesi, di astenersi dalla campagna elettorale 2026 per le Amministrative. Nonostante ciò, un programma ben articolato è stato predisposto, servirà ad avanzare propositivamente suggerimenti all’Amministrazione comunale che si affermerà al Governo per i successivi 5 anni. Per l’occasione proponiamo, alla coalizione vincente un estratto del nostro programma- prosegue-.
L’istituzione di un Assessorato esclusivo che si occupi dei più deboli, che siano essi concittadini immigrati o civili di popoli lontani.
Una rivoluzione quella di un’Amministrazione che, accanto alla gestione dell’ordinario si assume la responsabilità etica verso la popolazione.
•Un’Amministrazione che non attenda la richiesta d’aiuto del cittadino ma, bussi alla sua porta assicurando assistenza.
– Un’Amministrazione che non stia in silenzio o rimanga indifferente ma, prenda posizione sui diritti civili, sul lavoro dignitoso e sulle crisi internazionali, usando il peso istituzionale del Comune per esercitare pressione politica e culturale.
– Un’Amministrazione che trasformi l’assistenzialismo in partecipazione, garantendo a chi è fragile di non essere solo un beneficiario di sussidi, ma di far parte integrante del tessuto sociale.
Un Assessorato operante, non simbolico e deludente, che anteponga a tutto, la Solidarietà, l’Inclusione, i Diritti Umani, la Cooperazione Internazionale, la Pace e la Vita Dignitosa dei meno fortunati. E per raggiungere gli obiettivi prefissi- conclude-, che si coinvolgano le associazioni, il volontariato e tutti i cittadini che sono moralmente sensibili alle questioni indicate”.



