Cosa pensereste se, durante una semplice e rilassante passeggiata nella natura, vi imbatteste in una trappola posta nascosta tra le foglie?

Il bracconaggio si conferma una piaga che minaccia l’equilibrio della fauna locale, ma la risposta delle istituzioni non si fa attendere. Nelle aree collinari e montane della provincia di Messina, la Polizia Metropolitana ha intensificato i controlli, assestando un altro duro colpo ai cacciatori di frodo. Scoperta una gabbia della morte tra la vegetazione, dopo che, nei giorni scorsi, era stata rinvenuta una martora.
L’ultimo blitz è scattato in un’area particolarmente impervia dei boschi demaniali, proprio al di sopra del torrente nel comprensorio di Santa Lucia del Mela. Qui, abilmente occultata tra la fitta vegetazione, gli agenti hanno scovato una trappola metallica di grandi dimensioni, progettata specificamente per la cattura di cinghiali o grossa fauna selvatica. Costruita con materiali robusti, la struttura era dotata di un meccanismo di chiusura a scatto che non avrebbe lasciato scampo all’animale rimasto intrappolato.
L’ingranaggio era totalmente privo di contrassegni identificativi o di qualsiasi autorizzazione prevista dalla normativa regionale, rappresentando un pericolo immediato sia per la biodiversità sia per l’incolumità pubblica. Questo sequestro segue di pochi giorni un’operazione identica avvenuta nella stessa zona, confermando l’esistenza di un fenomeno strutturato.
L’intera operazione è stata coordinata dal Comandante della Polizia Metropolitana, il Colonnello Domenico Martino. Oltre al sequestro penale del manufatto, sono state avviate approfondite indagini investigative per risalire ai responsabili e capire se dietro i due sequestri ravvicinati ci sia la stessa mano o una vera e propria rete organizzata.
Nel frattempo, i poliziotti hanno fatto scattare un piano di monitoraggio straordinario con servizi di osservazione e appostamento nelle aree boschive circostanti, pattugliamenti intensificati nei terreni demaniali, tutto ciò per smantellare i network illegali dediti alla cattura della fauna.
Il Vicesindaco della Città Metropolitana, Flavio Santoro, ha espresso forte soddisfazione per l’operazione, ribadendo la linea dura dell’amministrazione: “Questo secondo intervento conferma la costante attenzione della Città Metropolitana nella difesa del territorio, della legalità e del patrimonio naturalistico. Le trappole clandestine compromettono seriamente l’equilibrio dei nostri ecosistemi e i risultati raggiunti dimostrano l’efficacia di un’attività di controllo e prevenzione che continueremo a sostenere con determinazione”.
L’azione si inserisce in un più ampio programma di monitoraggio ambientale promosso dal Comando di Messina. L’obiettivo resta uno solo: sradicare l’illecito venatorio e blindare il patrimonio naturalistico provinciale, considerato una risorsa identitaria insostituibile per l’intero territorio messinese.
(Loredana Aimi)



