La cultura e il cibo condividono la stessa identica funzione vitale: il primo nutre il corpo, la seconda alimenta la mente. Eppure, le ultime novità che orbitano intorno al Ministero dell’Istruzione e del Merito sembrano aver messo a dieta proprio il pensiero critico dei nostri studenti.

Nelle nuove Indicazioni Nazionali per i Licei è scattata una vera e propria scure sui giganti della filosofia. I nomi eccellenti cancellati dai programmi? Pilastri del calibro di Spinoza, Marx, Leibniz, Fichte e Schelling.
La reazione del mondo accademico non si è fatta attendere. Ben 60 docenti universitari di spicco, tra i quali figura anche il filosofo Massimo Cacciari, hanno firmato una lettera aperta criticando duramente la scelta ministeriale. La tesi dei firmatari è netta: eliminare questi autori non è una semplice variazione di programma, ma un vero e proprio attentato alla capacità di giudizio dei ragazzi. Quando si fanno tagli del genere, si impedisce ai giovani di sviluppare un pensiero autonomo, rendendoli di fatto manipolabili. L’Italia ha bisogno di menti pensanti, non di marionette.
Dall’altra parte della barricata, il Ministro difende la linea della riforma. Secondo lo staff ministeriale, l’obiettivo è svecchiare i programmi scolastici per fare spazio a dibattiti più ancorati al presente. La difesa del dicastero si snoda su due punti principali: il Ministero ha precisato che lo studio di questi filosofi non è vietato, ma viene semplicemente rimosso dai vincoli dei programmi ministeriali. Il documento non è ancora definitivo. Attualmente è al vaglio delle consulte studentesche per una consultazione pubblica, prima dell’adozione ufficiale.
Il dibattito resta infuocato. Se l’intenzione dichiarata è quella di modernizzare la scuola, il rischio concreto – evidenziato da professori e intellettuali – è quello di privare le nuove generazioni degli strumenti logici e storici necessari per decodificare proprio quel “presente” che il Ministero vorrebbe spiegare. Senza le radici del pensiero moderno, il rischio di formare cittadini passivi è dietro l’angolo.
(Loredana Aimi)



