Torna a tremare la terra in Sicilia con tre scosse avvenute all’alba. Un primo sisma di magnitudo 3.9 è stato registrato dai sismografi dell’Ingv alle 5.51 al largo delle isole Eolie a una profondità di 306 chilometri.

Altre due scosse, entrambe di magnitudo 2,1, invece sono avvenute nella zona dello Stretto di Messina tra le 6.04 e le 6.19, la prima a una profondità di 31 chilometri, la seconda a una di 30 chilometri.
Nonostante l’assoluta esiguità energetica di queste scosse mattutine, l’attenzione mediatica e l’allerta psicologica della popolazione sono comprensibilmente ai massimi livelli. Gli eventi di questa mattina si collocano infatti in un contesto temporale drammatico, giungendo a pochissime ore di distanza dal violento terremoto di magnitudo 6.1 che ha colpito il Sud Italia durante la notte di martedì 2 giugno. Quel sisma ha generato una gigantesca ondata di panico collettivo in tutto il meridione, costringendo migliaia di persone a riversarsi nelle strade e interrompendo bruscamente il sonno di intere regioni.
La memoria emotiva del territorio è rimasta profondamente scossa da quello che gli esperti hanno già classificato come l’evento sismico più energetico e rilevante degli ultimi 46 anni per il mezzogiorno d’Italia. Un precedente così ravvicinato amplifica inevitabilmente qualsiasi notizia relativa a nuovi movimenti tellurici, trasformando anche una serie di innocui microsismi di magnitudo inferiore a 2.5 in un motivo di profonda apprensione. L’eco psicologica del trauma della notte precedente porta i cittadini a vigilare con estrema ansia su ogni aggiornamento diffuso dalle autorità sismologiche, nel timore che la terra possa nuovamente tremare con vigore distruttivo.



