Un viaggio straordinario tra arte, podcast e riscatto sociale che unisce la Valle del Belice alla città del Longano.

C’è un filo invisibile, ma indistruttibile, che lega la rinascita artistica della Valle del Belice alla sensibilità culturale barcellonese. Questo filo è diventato visibile e tangibile nei locali del Villino Liberty di via Roma, cornice del travolgente evento finale “Oltre la soglia… dove nasce il domani”. Un progetto ambizioso, legato a Gibellina Capitale Italiana dell’Arte Contemporanea 2026, che ha visto protagonista assoluto l’Istituto Comprensivo D’Alcontres-Balotta.

L’incontro, presieduto dall’esperto e ideatore del progetto, l’arch. R. Andrea Cristelli, ha celebrato la conclusione di un percorso formativo d’eccellenza, capace di unire generazioni diverse nel segno della bellezza e del riscatto territoriale.

Uno dei momenti più toccanti della serata è stato il lancio della versione integrale del podcast “Gibellina in ascolto”. Nonostante la distanza fisica, l’esperto podcaster Stefano Alacqua ha inviato da Milano un videomessaggio carico di emozione, definendo il lavoro – realizzato con gli alunni della scuola primaria di Pozzo Perla e della secondaria di primo grado – come un vero e proprio «invito alla resilienza e al coraggio di raccontarsi».
Subito dopo, le immagini del video-reportage curato dal prof. Giuseppe Scuderi hanno proiettato il pubblico direttamente nel cuore della Valle del Belice, dando il via alla presentazione dei risultati grafici.

La vera sorpresa è stata la mostra degli elaborati, un perfetto esempio di curriculo verticale che ha coinvolto studenti di ogni età:
I più piccoli (5 anni) della scuola dell’infanzia hanno reinterpretato le macchine sceniche di Arnaldo Pomodoro;
Gli alunni della primaria si sono cimentati in collage analogici e installazioni ispirate al celebre Ciclo della Natura di Mario Schifano;
I ragazzi della secondaria hanno invece simulato il “laboratorio sociale Carla Accardi”, realizzando anche due imponenti tele dedicate alla rinascita di Gibellina Nuova. Una di queste, una maestosa installazione fotografica impreziosita da frammenti in foglia d’oro della Stella di Pietro Consagra, ha letteralmente incantato i presenti. Persino la cucina è diventata arte, grazie al laboratorio inclusivo “Dolce Gibellina”, che ha tradotto in sapore le geometrie di Consagra.

L’evento ha offerto anche un altissimo momento di riflessione critica grazie all’intervento del Dott. Nino Sottile Zumbo, storico dell’arte e curatore di Hidetoshi Nagasawa (di cui sono stati esposti i disegni del Giardino di Proserpina realizzati dagli alunni). Prendendo spunto dal saggio del professor Cristelli sul terremoto del Belice, Zumbo ha dialogato con un pubblico eterogeneo, stimolando un profondo dibattito sull’arte contemporanea a Barcellona, celebrando le radici della parola Gibellino e l’immensa eredità lasciata da Emilio Isgrò.
Al coro di applausi si è unita anche la prof.ssa Tanina Caliri, Rettore dell’Università della Terza Età, che ha testimoniato il forte legame della sua istituzione con i luoghi del Belice.

La serata si è chiusa tra la commozione e la meritata celebrazione dei docenti esperti coinvolti (Grazia Dipaola, Barbara Maiorana e Rosa Stramandino). Visibilmente orgogliosa la Dirigente Scolastica, la Dott.ssa Patrizia Italia, che ha ringraziato le famiglie per la fiducia accordata: «L’entusiasmo e la qualità del lavoro svolto dai nostri ragazzi dimostrano che l’arte contemporanea può e deve essere uno strumento didattico e sociale vivo».
Il successo dell’iniziativa, supportata attivamente dall’associazione culturale GALLERIA PROgetto CITTA’, conferma come la scuola barcellonese sappia guardare oltre i propri confini, indicando ai propri studenti la strada dove, concretamente, nasce il domani.








