Una proposta istituzionale senza precedenti che si scontra immediatamente contro un muro di gomma. È il quadro di una crisi politica ormai evidente a Montalbano Elicona, esplosa definitivamente dopo l’ultimo consiglio comunale del 25 corrente mese. Il gruppo di opposizione “Vivere Montalbano Insieme”, guidato dai consiglieri Roberto Arlotta, Antonio J. Rappazzo e Carmelo di Gregorio, ha rotto gli indugi presentando un piano straordinario per traghettare il paese fuori dalle secche di quello che definiscono un “progressivo declino economico, sociale e demografico”. La risposta del sindaco? Un no categorico che ha aperto una faglia profonda tra i banchi dell’aula consiliare.

Davanti ai “risultati non raggiunti” dall’attuale squadra di governo e con un solo anno rimasto prima della fine del mandato, la minoranza ha proposto una vera e propria “Giunta di salute pubblica”. L’idea cardine era quella di congelare le divisioni partitiche e le diverse sensibilità amministrative per fare spazio alle migliori competenze del territorio. Nello specifico, il piano prevedeva il coinvolgimento diretto di tre pesi massimi della politica locale: i sindaci “emeriti” Tortora, Simone e Taranto. Figure di comprovata esperienza che, secondo l’opposizione, avrebbero potuto mettere a disposizione della comunità un patrimonio insostituibile di relazioni e conoscenza della macchina amministrativa. L’obiettivo era chiaro: mettere in sicurezza il paese nell’ultimo anno di consiliatura attraverso un “programma minimo condiviso” incentrato su tre pilastri: il contrasto allo spopolamento demografico, il sostegno immediato al commercio e alle attività produttive, e la valorizzazione del patrimonio storico, culturale e ambientale.
La reazione del primo cittadino alla proposta di larghe intese, tuttavia, ha gelato l’aula. Un atteggiamento che i consiglieri di opposizione non hanno esitato a definire “stizzito”, rispedendo al mittente le motivazioni del diniego: «Di fronte a questa proposta di buon senso – attaccano duramente in una nota congiunta Arlotta, Rappazzo e Di Gregorio – il rifiuto del Sindaco rappresenta una grave scelta politica e istituzionale. Si tratta di una decisione che va palesemente contro gli interessi della collettività e della quale il primo cittadino si assume oggi la piena e totale responsabilità di fronte ai cittadini».
Con il paese che continua a fare i conti con una complessa crisi demografica ed economica, la proposta della “Giunta dei saggi” è ufficialmente tramontata, ma la battaglia politica a Montalbano è appena iniziata.



