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RICORSI elettorali, IL TAR di Catania fissa le udienze sui “CASI” Barcellona e Messina: 1 e 20 OTTOBRE

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La macchina dei ricorsi elettorali ha scaldato i motori e punta dritto verso i tribunali amministrativi. L’autunno si preannuncia caldissimo per la politica messinese: è stata infatti fissata per il 20 ottobre l’udienza davanti al Tar di Catania che rischia di ridisegnare gli equilibri di Palazzo Zanca. Al centro del primo, pesantissimo ricorso c’è l’esito delle ultime amministrative di Messina. I cittadini Michele Laghezza e Giuseppe Currò, assistiti dagli avvocati Giuseppe Losi e Roberto Materia, hanno messo nel mirino l’ammissione delle quindici liste a sostegno del sindaco Federico Basile.

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Il nodo della contesa è politico e burocratico insieme: la mancata raccolta delle firme da parte del movimento Sud chiama Nord. Un tema che aveva già infiammato la vigilia del voto, scatenando uno scontro totale tra il candidato del centrodestra, Marcello Scurria, e il leader di ScN, Cateno De Luca.

La contesa si gioca sull’interpretazione delle regole, una nota della Regione aveva inizialmente validato la linea di De Luca, secondo cui l’esenzione dalle firme scattava automaticamente inserendo nel contrassegno il simbolo del partito rappresentato all’Ars. Resta sullo sfondo l’ombra di un secondo parere dell’Ufficio legislativo regionale, mai reso pubblico, che secondo i rumors avrebbe espresso forti perplessità. Alla fine le liste vennero ammesse e Basile stravinse le elezioni, ma ora la parola passa ai giudici.

Il fronte legale, però, è molto più ampio. Un secondo ricorso porta la firma dell’avvocato Paolo Starvaggi (in tandem con Angelo Giorgianni) e punta a contestare la tempistica delle dimissioni rassegnate dal sindaco a febbraio scorso.

La scure del Tar non pende solo su Messina. Il 1° ottobre i riflettori si sposteranno sulle elezioni di Barcellona Pozzo di Gotto, anche queste vinte dalla candidata di Sud chiama Nord, Melangela Scolaro. Anche lì, l’esito del voto è appeso a un filo giudiziario. La fanta-politica potrebbe presto cedere il passo alle sentenze. Messina e la sua provincia restano col fiato sospeso. Sarà tutta una bolla di sapone? Vedremo…

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