Tre ore sulla graticola per smontare un’accusa pesantissima: aver barattato i voti della malavita organizzata con favori e privilegi amministrativi. Lillo Pistone, il sindaco settantenne di Spadafora finito ai domiciliari, ha rotto il silenzio davanti al GIP Salvatore Pugliese. Un interrogatorio in cui il primo cittadino, assistito dall’avvocato Salvatore Silvestro, ha respinto punto per punto ogni addebito, proclamando la totale liceità del proprio operato.

Stessa linea di fermo diniego per Angelo Bonaffini (75 anni), anch’egli ai domiciliari insieme al fratello Benedetto. La difesa ha già affilato le armi, depositando il ricorso al Tribunale del Riesame per chiedere l’immediata revoca o modifica della misura cautelare.
La Procura Distrettuale Antimafia dipinge uno scenario inquietante attorno alle elezioni comunali dell’8 e 9 giugno 2024, quelle che hanno sancito la riconferma di Pistone alla guida del paese. Secondo la tesi della DDA, i fratelli Bonaffini avrebbero fatto pesare la propria vicinanza agli ambienti della criminalità organizzata per orientare il voto e blindare la vittoria del sindaco.
In cambio di questo “pacchetto di preferenze”, il primo cittadino avrebbe garantito una serie di presunte utilità:
Parcheggi pubblici concessi come pertinenze di immobili privati dei Bonaffini;
Sconti fiscali sull’IMU ritenuti del tutto indebiti dagli inquirenti;
Corsie preferenziali e facilitazioni burocratiche per sbloccare pratiche amministrative.
Nel frattempo, a seguito del blitz, la Prefettura di Messina ha già fatto scattare la sospensione di Pistone dalla carica di sindaco, congelando di fatto la governance del Comune.
L’inchiesta non si ferma ai vertici. Tra i faldoni della magistratura spunta anche il nome di un’insegnante, indagata per presunte irregolarità commesse proprio nella gestione di un seggio durante le operazioni di voto. Secondo gli investigatori, anche la docente avrebbe incassato il proprio “dividendo” post-elettorale come ricompensa per il lavoro svolto dietro i paraventi.
La parola passa ora ai giudici del Riesame, che dovranno valutare se le tre ore di spiegazioni fornite da Pistone bastino a scalfire il teorema accusatorio o se Spadafora dovrà rimanere ancora a lungo un comune senza guida.



