L’organizzazione sindacale Federazione Italiana Autonomie Locali e Sanità nell’imminenza del ritorno all’ospedale Fogliani, della relativa Unità di Medicina interna – tuttora accorpata all’omologo reparto all’interno del Cutroni Zodda – rilancia l’allarme: «A Barcellona si rischia la chiusura della Medicina interna. Il trasferimento della sezione di Medicina interna a Milazzo potrebbe lasciare il reparto barcellonese senza il personale minimo necessario a garantire l’assistenza ai pazienti». A partire dall’1 luglio, infatti, dovrebbe diventare operativo il rientro della sezione dell’Unità operativa complessa di Medicina interna nel presidio di Milazzo, in nuovi e rimodernati locali, secondo quanto disposto il 19 giugno scorso. Una decisione che oggi – scrive Fials – secondo quanto emergerebbe, potrebbe avere conseguenze in termini di sopravvivenza del reparto a Barcellona.

La preoccupazione è stata espressa in una nota indirizzata alla prefetta, ai sindaci di Barcellona e Milazzo e alla direzione dell’Asp di Messina. Il segretario Domenico La Rocca e il vicesegretario Aldo Lo Presti sottolineano che, fino a oggi, il servizio è stato garantito grazie all’integrazione del personale delle due strutture. “Con il ritorno della sezione a Milazzo, il personale residuo a Barcellona non sarebbe sufficiente a garantire l’attività assistenziale”, dichiarano. Il sindacato
puntualizza inoltre che, rispetto ai sei medici previsti, ne resterebbero soltanto tre, mentre tra gli infermieri le unità disponibili passerebbero da sedici a otto, con ulteriori carenze tra operatori socio-sanitari e personale ausiliario.
Fials ricorda che il direttore sanitario del presidio ha già disposto una verifica urgente delle risorse disponibili e chiede all’Asp un intervento immediato per reperire almeno tre medici e il personale infermieristico necessario al mantenimento dei sedici posti letto del reparto.
Contestualmente, l’Asp ha disposto, a partire dal 1º luglio, l’accorpamento temporaneo delle Unità operative di Medicina generale e Pneumologia, motivandolo con la persistente insufficienza di medici. I ricoveri saranno effettuati prioritariamente nei locali della Medicina generale e, qualora necessario, negli spazi delle Malattie infettive dell’apparato respiratorio. Il direttore sanitario del Cutroni Zodda, Antonino
Genovese, ha convocato i responsabili delle due strutture per definire gli aspetti organizzativi e logistici della nuova configurazione.
Il manager dell’Asp, Giuseppe Cuccì, ha definito l’accorpamento “una soluzione
ponte”, precisando che la separazione dei reparti sarà ripristinata non appena saranno disponibili nuovi professionisti da poter inserire in dotazione organica e dividere nuovamente i due reparti. “Le procedure concorsuali e gli avvisi sono costanti e continui e il personale viene inserito in organico appena disponibile e ove ve ne siano si terra’ conto di nuove proposte per risolvere i nodi più difficili”, ha affermato. Inoltre il dottor Cucci’ ha ricordato che, dal 2024, l’Azienda ha assunto oltre 800 tra medici e infermieri e ha annunciato l’imminente conclusione delle procedure per il reclutamento di un dirigente del Pronto soccorso – che si da raccordo tra l’Azienda e l’operatore privato- e di un coordinatore infermieristico destinati al presidio di Barcellona.



