In poco tempo questa mattina è caduta a Milazzo tanta pioggia, un’acquazzone che ha colpito il centro (soprattutto la riviera di ponente) e le frazioni dellapiana ma a scatenare l’emergenza con relative annose polemiche e’ stata la combinazione tra intensità, velocità di corrivazione e limiti strutturali della città. I fari su una presunta urbanizzazione selvaggia al centro dell’accusa del medico ambientalista Peppe Falliti, referente provinciale dell’Isde, che punta il dito sullo stato delle condotte esistenti in città. Una ricerca di responsabilità e cause che scatta ad ogni allagamento. Eppure, non è certo la prima volta – e sicuramente non sarà l’ultima – che temporali o acquazzoni, in pochi minuti, trasformano strade e piazze in torrenti impetuosi, complici le pendenze che contribuiscono a far arrivare nelle zone centrali enormi quantitativi di acqua e il quartiere San Paolino soprattutto resta l’esempio degli interventi realizzati ma mai risolutivi.

“La de-cementificazione (o depaving) è una pratica di rigenerazione urbana che consiste nel rimuovere asfalto e cemento da aree cittadine dismesse o sovradimensionate, restituendo il suolo alla sua naturalità- scrive il dr. Falliti già candidato sindaco di Controcorrrente in una nota- . Questa tecnica serve a contrastare l’impermeabilizzazione, migliorare il drenaggio delle acque e ridurre le isole di calore”.I principali obiettivi e vantaggi di questa pratica comprendono- prosegue-:
1) Riduzione degli allagamenti: Rende la città “spugnosa”, permettendo all’acqua piovana di penetrare naturalmente nel terreno invece di sovraccaricare il sistema fognario.
2) Contrasto al caldo urbano: Sostituendo le superfici scure e artificiali con terra e vegetazione, si abbassano le temperature al suolo.
3) Ripristino ecologico.
4) Riqualificazione sociale: Trasforma spazi grigi e inutilizzati in aree verdi, giardini condivisi o cortili scolastici vivibili”.
“A Milazzo si fa esattamente il contrario, si cementifica, adesso anche in contrasto con la determinazione di stilare il PUG (Piano Urbanistico Generale). Piuttosto che dare priorità a questo tipo di interventi per la salvaguardia degli interessi dei Cittadini, l’amministrazione ha preferito e preferisce il partito del mattone e del cemento- accusa-. Il consiglio comunale ha giurisdizione e competenza sul “territorio” e può pretendere la dovuta attenzione a problemi fin troppo trascurati come gli allagamenti, ma adesso altro che fontanelle visto che ce ne saranno a bizzeffe dopo un semplice temporale”, conclude.



