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I Segreti della Repubblica: ESCE “IMBROGLIO DI STATO”, il saggio shock di PATRIZIA ZANGLA che unisce i fili neri della Storia d’Italia

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C’è una storia scritta sui manuali di scuola e ce n’è un’altra, sotterranea, torbida e invisibile, che per trent’anni ha mosso i fili del nostro Paese. A squarciare il velo di fumo sulle pagine più buie della nostra Repubblica ci pensa Patrizia Zangla, stimata storica e saggista, con la sua ultima e potente fatica editoriale: “IMBROGLIO DI STATO. Storia segreta della Repubblica 1964-1994, Destra eversiva, Cosa nostra, Massoneria, Servizi segreti: quello che non vogliono tu sappia”.

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Il volume, edito da Luigi Pellegrini Editore e fresco di stampa in questo mese di luglio, promette di scuotere le coscienze e scalare le classifiche (è già disponibile nelle principali librerie e sulle piattaforme online come IBS e Feltrinelli).

L’opera nasce da un lavoro di ricerca monumentale durato oltre cinque anni e condotto attraverso gli archivi di mezza Italia (dalla Sicilia alla Lombardia, passando per Calabria, Emilia Romagna, Veneto e Friuli). L’ispirazione profonda arriva da un celebre e quasi profetico monito di Giovanni Falcone: “Dovremmo rileggere tutta la storia italiana… la storia di vicende e i delitti eccellenti in modo incrociato”.

E Patrizia Zangla ha fatto proprio questo. Per la prima volta in un saggio storico, l’autrice unisce e incastra i tasselli di Neofascismo, Massoneria e Massomafia, dimostrando come queste forze si siano incontrate in una sporca guerra per il controllo del potere economico e politico. Nessun teorema ideologico: l’indagine si connota per un rigoroso approccio scientifico, basato su testimonianze e documenti inediti e recentemente desecretati.

Il libro si legge d’un fiato, con il ritmo incalzante e la suspense tipica di un romanzo d’inchiesta, ma con la spaventosa consapevolezza che ogni fatto narrato è tragicamente reale. Il lettore viene idealmente accompagnato nella “cabina di regia” da cui sono state orchestrate la prima e la seconda Strategia della tensione.

Tra le pagine sfilano i nomi dei protagonisti di un trentennio di democrazia sospesa: dai colletti bianchi ai gruppi economici occulti, fino a figure chiave come Andreotti, Gelli, Cossiga e Sindona, senza sconti per gli alti ufficiali dell’Arma deviati (Mori, Subranni, Delfino). Ma c’è spazio anche per la memoria di chi lo Stato lo ha servito fino alla morte, contrastando il sistema, come Occorsio, Tamburino e Chelazzi.

Il saggio risponde a domande martellanti rimaste a lungo nell’ombra:

Perché è esistita una così lunga strategia della tensione?

Quante volte l’Italia ha rischiato davvero un golpe?

Quale fu il vero ruolo di Cosa Nostra in questa macchinazione?

A testimonianza dello spessore dell’opera, il volume vanta il prestigioso Patrocinio del “Centro Studi di Documentazione sulla criminalità mafiosa Chinnici – Falcone” e l’autorevole prefazione di Saverio Di Bella – storico, ex Senatore e componente della Commissione Parlamentare d’Inchiesta sulla mafia che nel 1994 interrogò Silvio Berlusconi.

Patrizia Zangla, già pluripremiata a livello nazionale (vincitrice tra gli altri del Premio Firenze e del Premio Franz Kafka Italia) e con volumi già acquisiti da prestigiose università internazionali come Stanford e Harvard, firma quello che si preannuncia come il caso editoriale dell’anno.

Un libro necessario per chiunque voglia comprendere le radici del nostro presente. Il tour di presentazione del volume partirà in questi giorni proprio dalla Sicilia, per poi toccare le principali città del resto d’Italia.

Patrizia Zangla 

Era il 2002 Patrizia Zangla, titolare della cattedra di Filosofia e Storia nel Liceo di Barcellona, iniziava a muovere i primi passi nella pubblicazione accademica, usciva in Incontri Mediterranei, rivista accademica semestrale di Storia e Cultura, edita da Luigi Pellegrini Editore, la ricerca – studio intitolata: “Le storie delle donne di mafia e delle donne contro la mafia”. Saggio breve che indagava il ruolo delle donne nel sistema mafioso e per converso quello delle donne nella lotta alla criminalità. Un’indagine dei meccanismi familiari e sociali di Cosa nostra attraverso un confronto dell’universo femminile sottomesso e complice e dell’universo femminile oppositivo, acquisita dall’Università di Trieste che si inseriva nel più ampio filone di ricerca che, da giovane storica e saggista la Zangla dedicava alla Storia Contemporanea.

Facevano seguito i saggi pubblicati per Leone Editore Milano, importanti per i contenuti, molti inediti e sconosciuti, connotati dalla cifra distintiva della Zangla della correttezza nell’analisi, dell’accurata ricostruzione dei fatti e della limpidezza comunicativa che ha valso alla scrittrice plurimi riconoscimenti, fra l’altro dell’Istituto di Cultura di Napoli, dell’Accademia Italiana per l’Analisi del Significato del Linguaggio MeQRiMe, il Premio Firenze, il Premio Franz Kafka Italia, il Premio Mario Luzi, riconoscimento internazionale tra i più importanti sul territorio nazionale.

Saggi acquisiti dalla Biblioteca del Senato “Giovanni Spadolini” e da importanti Università degli Studi tra cui la Federico II di Napoli e l’Alma Mater Studiorum di Bologna e all’estero da Università come Toronto (Canada), Universitätsbibliothek Vienna, Stanford, Harvard, Berkeley, Columbia, New York, Université de Grenoble, la Library of Congress e la New York Public Library.

“1943-1945: l’Italia in camicia nera”, affresco storico multiforme dell’Italia nel precipizio della Seconda guerra mondiale, biografia della nostra nazione nel drammatico triennio del Fascismo verso la Liberazione;

“A un figlio, amoroso giglio”, saggio pedagogico, pensato come la lettera di una madre a un figlio che sta diventando adulto, che fa chiarezza sulle emozioni e le ragioni che hanno determinato i più importanti fatti sociali e storici contemporanei.

I due saggi storico-politici ‘che si leggono come un romanzo’: “I Neri e i Rossi, le trame segrete”, quadro a tinte decise, tra il nero e il rosso, in contrasto tra loro, degli anni centrali della Repubblica attraverso i drammatici momenti del nostro Paese in cui su tutto emerge la lettura mediatica che privilegia gli organi di comunicazione come vettori e interpreti dei cambiamenti e delle fratture del periodo;

“Silenzio di piombo”: esame storico-documentale degli anni tra il 1968 e il 1988, incentrato sul terrorismo rosso attraverso l’indagine dei movimenti e delle logiche che hanno alimentato la lotta armata in Italia. Un’attenta ricostruzione del contesto politico-sociale, basata su documenti desecretati e testimonianze per far affiorare complicità occulte e organismi segreti del rapporto tra terrorismo e apparati deviati dello Stato, che sollevava interrogativi sulle zone d’ombra che hanno caratterizzato quel periodo. Nel saggio anche l’inedita esplorazione delle figure femminili della lotta armata e delle organizzazioni eversive.

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