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Palermo, L’ASSASSINO CUSUMANO doveva essere già in carcere: IN FUGA DA MILAZZO SI ERA FATTO BIONDO

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E’ stato arrestato in flagranza di reato il milazzese Francesco “Ciccio” Cusumano, 38 anni, accusato di avere ucciso domenica mattina a coltellate Francesco Spataro, 53 anni, il coinquilino in un appartamento in via Sampolo a Palermo.

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Nel corso dell’interrogatorio davanti al pm Cusumano ha negato per tutto il tempo di aver ucciso l’ex lavoratore del call center Alicos, massacrato con diversi fendenti al torace e all’addome tra cui uno mortale al collo. L’arma del delitto, un coltello da cucina, sarebbe stata trovato come pure alcuni indumenti con tracce di sangue riconducibili all’arrestato. Ma sul punto gli inquirenti non confermano. Per il trentottenne l’accusa è di omicidio volontario aggravato.

Il milazzese condivideva l’appartamento al secondo piano del civico 486 anche con un altro inquilino, oltre Spataro, ma uscito a fare la spesa sarebbe nata una lite, l’ennesima degli ultimi giorni tra il milazzese e il 53enne. Gli esperti della scientifica hanno trovato sangue ovunque, ma non è chiaro se Spataro sia stato aggredito e colpito in casa e si sia trascinato fino al pianerottolo per cercare aiuto o se le coltellate siano arrivate successivamente.

Cusumano si è barricato a casa e ha minacciato di fare saltare il palazzo aprendo il gas, prima di consegnarsi ai carabinieri dopo una lunga trattativa. Solo l’indomani mattina l’Amg dopo avere fatto tutte le verifiche di sicurezza ha riaperto l’erogazione nel palazzo.

L’uomo di 38 anni accusato di avere ucciso Spataro era stato condannato in via definitiva a 3 anni e 10 mesi di reclusione per avere picchiato l’avvocato Antonio Lanfranchi commissario all’esame di abilitazione alla professione forense che lo aveva bocciato.

Il legale era stato aggredito alle spalle e colpito con calci e pugni al volto ed era stato morso al naso. Lanfranchi ha riportato trauma cranico e facciale, il naso rotto e fratture vertebrali. Cusumano doveva essere in carcere per questi fatti. Su di lui, a quanto pare da febbraio scorso, pendeva un ordine di carcerazione della procura generale messinese per una condanna a 3 anni e 10 mesi per avere aggredito violentemente l’avvocato Lanfranchi. Per i carabinieri era infatti irreperibile.

Non è chiaro se a questa condanna si sarebbero sommate altre precedenti. Cusumano si era trasferito a Palermo nelle ultime settimane (dopo avere versato quattro mesi di caparra all’anziano proprietario dell’immobile) e si era tinto i capelli di biondo, nel tentativo di evitare di essere riconosciuto dalle forze dell’ordine.

L’ipotesi è che il trentottenne volesse sfuggire all’ordine di carcerazione nascondendosi. Non solo, i vicini raccontano che indossava sempre un cappello nel tentativo di mimetizzarsi. Su di lui, dunque, pendeva un mandato d’arresto. Gli inquirenti stanno facendo accertamenti su eventuali ritardi nelle comunicazioni dell’ordine di carcerazione.

A seguire la posizione di Cusumano che da tempo aveva fatto perdere le sue tracce, ora difeso dall’avvocato Cristiano Lima, e’ stato il legale Santi Certo che lo aveva assistito nel giudizio di secondo grado circa la condanna a tre anni e dieci mesi per la brutale aggressione del 2023: “la pena era sotto i quattro anni e aveva trenta giorni per chiedere di scontarla fuori con l’affidamento in prova ai servizi sociali. Per completare la richiesta serviva però la sua firma che però non c’è mai stata”.

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