Emergenza abitativa con minori a Milazzo: La denuncia della situazione di grave disagio che sta vivendo una famiglia del quartiere San Papino, mamma di 28 e papà di 30 anni, disoccupati ed il reddito d’inclusione bloccato, con tre figli minorenni (una bimba di 10 anni e due bimbi di 2 e 1 anno) ha provocato la reazione dell’Associazione “Esseri Uguali” che chiede l’immediato intervento delle Autorità competenti.

“La povertà abitativa non può diventare una colpa. Nessun minore può dormire in automobile o in un dormitorio pubblico mentre gli uffici cercano di capire chi debba intervenire”- scrive in una dura nota il presidente Saverio Todaro in prima linea sul fronte sociale-. L’Associazione “Esseri Uguali”, realtà del Terzo Settore operante sul territorio a tutela delle persone fragili, delle famiglie, dei minori e dei cittadini in condizione di vulnerabilità sociale, interviene pubblicamente, “con senso di responsabilità istituzionale, in merito alla grave situazione di emergenza abitativa che coinvolge un nucleo familiare milazzese con presenza di minori. La vicenda, per la sua delicatezza, non può essere affrontata con logiche di contrapposizione politica, né con dichiarazioni estemporanee. Essa impone,invece, una risposta seria, immediata, coordinata e conforme al superiore interesse dei minori. Quando una famiglia con bambini non dispone di un luogo sicuro dove trascorrere la notte,non si è più dinanzi a una semplice pratica amministrativa. Si è dinanzi a un’emergenza sociale, educativa, psicologica e istituzionale.In questi casi, il tempo non è un dettaglio burocratico: è parte stessa della tutela”.
“Da mamma desidero soltanto ringraziare chi, in questi giorni difficili, ci è stato vicino- dichiara la giovane in esclusiva a “Sicilia Tabloid”- . Grazie all’Associazione Esseri Uguali, all’Associazione Il Giglio per la disponibilità ad accogliere i miei figli durante l’estate a Gigliopoli e ad accompagnare i più piccoli all’asilo nido da settembre, all’Associazione La Salita di San Francesco e al Garante per l’Infanzia e l’Adolescenza del Comune di Messina per l’ascolto e il sostegno.
Confido ancora nelle istituzioni del Comune di Milazzo. Mi era stato detto che la nostra situazione sarebbe stata risolta in tempi brevi, ma ad oggi io e i miei figli siamo ancora in attesa. Da madre non chiedo privilegi, chiedo soltanto una risposta concreta e un luogo sicuro dove poter crescere i miei bambini con serenità. Continuo ad avere fiducia che nessuno lasci sola una famiglia con dei minori.».
L’associazione precisa, sin da subito, che il proprio intervento non intende attribuire responsabilità personali a singoli amministratori, dirigenti, funzionari o operatori. Molti soggetti istituzionali, a vario titolo, hanno manifestato attenzione, disponibilità e sensibilità. Tuttavia, il dato che oggi impone una presa di posizione pubblica è uno solo: una famiglia con minori non può restare senza una soluzione abitativa dignitosa, stabile anche se temporanea, e adeguata alla presenza di bambini.Per tale ragione, l’Associazione “Esseri Uguali” chiede l’intervento della prima massima autorità locale, il Sindaco del Comune di Milazzo, della massima autorità amministrativa dell’Ente, il Segretario Generale, del Prefetto di Messina,dell’Autorità Garante per l’Infanzia e l’Adolescenza della Regione Siciliana,nonché di tutti i Deputati regionali e nazionali del territorio, a prescinderedall’appartenenza politica, affinché la vicenda venga affrontata con la priorità che merita.Quandosono coinvolti minori, non esistono colori politici. Esistono soltanto responsabilità pubbliche, doveri istituzionali e obblighi morali.Secondoquanto rappresentato all’Associazione, la situazione sarebbe già stata portataall’attenzione di diversi livelli istituzionali e amministrativi del territorio: organi politici, uffici comunali, Servizi Sociali, settore patrimonio, Polizia Locale, Asp e rappresentanti del Consiglio comunale. Si prende atto dell’interessamento di alcuni consiglieri comunali che hanno mostrato disponibilità, tra cui Lorenzo Italiano e Massimo Bagli, nonché dell’attenzionemanifestata da ulteriori rappresentanti istituzionali.Sirappresenta, altresì, che della vicenda sarebbero stati messi a conoscenza diversi rappresentanti istituzionali e politici del territorio, compreso il consigliere comunale Rosario Piraino, al quale l’Associazione riconosce certamente il diritto-dovere di interessarsi ai temi sociali e alle fragilità cittadine. Tuttavia, proprio nel rispetto del ruolo ricoperto da ciascuno,l’Associazione ritiene che, davanti a una famiglia con minori priva di una sistemazione abitativa, non siano più sufficienti interlocuzioni, dichiarazioni di attenzione o generiche disponibilità: occorrono atti concreti, coordinamento effettivo e risposte verificabili. La presente vicenda, infatti, risulterebbe ormai nota a più livelli dell’Ente, ivi compresa la Segreteria Generale del Comune di Milazzo, oltre che agli uffici competenti e agli organi politici locali. Ciò nonostante, allo stato, non risulterebbe ancora individuata una soluzione abitativa realmente adeguata,immediata e compatibile con la presenza dei minori. È proprio questo il punto che l’Associazione intende porre all’attenzione pubblica: non chi sia stato informato, ma che cosa sia stato concretamente fatto dopo essere statiinformati.L’Associazione“Esseri Uguali”, nel tentativo di costruire una rete territoriale e non di alimentare contrapposizioni, ha ritenuto opportuno rivolgersi anche al direttore della Caritas, Don Antonino Basile, conosciuto come Padre Nino,confidando nella possibilità di attivare un supporto, un orientamento o quantomeno una collaborazione emergenziale. Da tale interlocuzione sarebbe tuttavia emerso che la Caritas non opera quale servizio di Pronto Intervento sociale e, pertanto, non sarebbe stato possibile attivare nell’immediatezza una risposta utile al caso specifico.
L’associazione prende atto di tale posizione, “senza spirito polemico e nel rispettodell’autonomia della Caritas e delle sue modalità organizzative. Tuttavia, non può non evidenziare come, nel sentire comune e nella storia stessa delle opere caritative- conclude Todaro- le realtà ecclesiali e sociali rappresentino spesso un presidio fondamentale per le persone senza dimora, per le famiglie fragili e per chi vive condizioni di marginalità”.



