“Una presenza notevole lo scorso 12 agosto al Mish Mash Festival nel Castello di Milazzo che vede tra i protagonisti il cantante Tony Pitony, strategicamente fatto salire sul palco per chiudere la serata. Al suo nome le folle disperse si sono riunite sotto il palco, facendo da coro alle sue canzoni.
Un personaggio che ha scelto la satira e il linguaggio scurrile per attirare l’attenzione del pubblico e denunciare le magagne di una società povera di valori e dedita alle apparenze.

La scelta di indossare una maschera e delle scenografie non è né casuale né un capriccio: é stato fatto intenzionalmente per attirare curiosità e potere parlare di quanto a volte siano ridicoli, meschini e superficiali i «suggerimenti» di questa società odierna che propina agli adolescenti, un futuro di apparenza privo di valori e povero di cultura.
Tante sono le canzoni che muovono le fila di messaggi apparentemente futili ma credo che Tony Pitony abbia trovato la chiave giusta per l’ascolto e, chissà , forse un giorno sceglierà di gettare quella maschera per finalmente far vedere e sentire la sua vera essenza di cultore di buona musica e cantautore di grande impatto sociale con un’immagine e dei testi che attualmente non avrebbero lo stesso impatto.
“Donne ricche” è una satira sociale basata sull’assurdo e sull’ironia: il brano racconta la storia di un personaggio economicamente incapace ma attratto dai beni di lusso, che cerca apertamente una compagna facoltosa solo per essere mantenuto, rifiutando ogni romanticismo in favore di un cinismo esplicito e grottesco.
Satira e materialismo che non toccano neanche lontanamente i cliché romantici: nel testo si evince la figura di un uomo inetto, fannullone e affascinato dai marchi costosi. L’approccio è così esagerato da risultare comico e dissacrante verso il culto dell’apparenza. Il brano usa toni volgari e diretti non per volgarità gratuita, ma per costruire una macchietta grottesca. Rappresenta una critica leggera e irriverente alla mercificazione dei rapporti e all’ambizione di ricchezza facile della società moderna.
Mi ricorda un po’ gli intrattenitori delle corti di un tempo che narravano storie grottesche e coinvolgevano i presenti indifferenti se la capacità dell’attore scelto non usava «insaporire» con racconti piccanti le sue performance.
Che dire: a me piace perché geniale e basta guardare il suo percorso artistico per capire che dietro quella maschera si nasconde un artista di spessore e dal «cuore tenero»… (sbaglierò ??? é questo enigma da svelare che affascina??)
(Carmen Trovato)



