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Editoriale – SE LE ISTITUZIONI DIMENTICANO L’UMANITÀ: il “caso” delle SUORE di BARCELLONA

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C’è un momento in cui il dovere di cronaca cede il passo a una responsabilità morale più profonda. Da direttore di questa testata, ma anche da giornalista che da anni racconta e documenta con accuratezza e trasparenza le meritorie attività delle Figlie di Maria Ausiliatrice di Barcellona Pozzo di Gotto, non posso e non voglio rimanere in silenzio di fronte a quanto sta accadendo.

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​L’esposto shock depositato alle Procure di Messina e Barcellona, unitamente al Tribunale per i Minorenni, squarcia il velo su una realtà sconcerta: la delegittimazione sistematica e informale di una comunità alloggio che per anni ha rappresentato un porto sicuro per i più fragili. Parliamo di sradicamenti improvvisi, di bambini in lacrime strappati a un equilibrio faticosamente conquistato per essere trasferiti altrove, senza un reale contraddittorio e in assenza di qualsiasi provvedimento di revoca formale o ispezione che abbia mai riscontrato irregolarità.

​I legali Carmen Pino e Francesco Miraglia, denunciano un “sistema collaudato”, un circuito chiuso in cui le stesse figure si rincorrono e dove la tutela dei minori rischia di trasformarsi in una fredda burocrazia delle adozioni mascherate. Ma dietro le carte processuali ci sono volti, paure, ansie e sogni spezzati di bambini a cui viene sottratta la voce.

​Ed è qui che le parole di Suor Marilena Mercurio, ormai da anni ”anima” di questa importante e oserei dire fondamentale realtà della Città del Longano, risuonano come una scossa per le coscienze: «Quando le istituzioni smettono di essere un faro per la tutela dell’Umanità, allora i cittadini hanno il dovere di alzare la voce per tutti gli indifesi che subiscono».

Una voce a cui si uniscono professionisti stimati del territorio — come la dottoressa Sofia Capizzi, già dirigente di Neuropsichiatria Infantile, e Giuseppe Puliafito, Presidente della Croce Rossa Italiana — pronti a testimoniare il rigore, l’equilibrio e l’immenso valore umano del lavoro svolto dalle religiose.

La prima afferma: «Come Psicologo Dirigente della Neuropsichiatria Infantile di Barcellona in pensione, – afferma la Capizzi – ho avuto modo di conoscere durante la mia attività, le Suore della Comunità delle Figlie di Maria Ausiliatrice. Sempre puntuali e collaboranti, assolutamente rigorose nell’osservare le indicazioni che venivano loro fornite. Le relazioni con i bambini sono state sempre molto equilibrate, tali da interrompere il ciclo di trascuratezza e trauma affettivo-relazionale che caratterizzava i minori. Hanno sempre operato in costante raccordo con Assistenti Sociali del Comune, ASP, Neuropsichiatria Infantile e Scuola nell’esclusivo interesse dei piccoli. Per questo sento forte l ‘esigenza di esprimere alle Suore tutta la mia solidarietà e il dispiacere immenso di vedere che chi lavora bene come loro venga fatto oggetto di ombre e congetture inverosimili.
Grazie sempre!!! A FIANCO di suor Marilena, certa di stare dalla parte giusta.»

Gli fa eco il Presidente della Croce Rossa Italiana Comitato di Barcellona, Giuseppe Puliafito, che dichiara: «Non conosco le circostanze che hanno determinato questo allontanamento e, proprio per questo, ritengo doveroso non esprimere giudizi su una vicenda che merita di essere affrontata con equilibrio e nel pieno rispetto di tutte le persone coinvolte. Conosco, tuttavia, la rettitudine, la dedizione e l’impegno di Suor Marilena e delle sue consorelle, qualità che negli anni ho avuto modo di apprezzare e che mi inducono a esprimere, in qualità di Presidente della Croce Rossa e a nome mio personale, la mia piena e convinta solidarietà. Il mio auspicio è che, al di là delle diverse posizioni, si possa giungere al più presto a una soluzione serena e condivisa, nell’interesse superiore e soprattutto per il bene dei bambini, che devono rimanere al centro di ogni decisione e di ogni valutazione.
In questo momento, sento pertanto di rivolgere a Suor Marilena e alle sue consorelle la mia vicinanza e il mio sostegno, confidando che questa situazione possa trovare presto una soluzione rispettosa e positiva per tutti.»

E tante altre persone attraverso i social, in queste ore, esprimono commenti di vicinanza e affetto verso Suor Mercurio, Suor Anzaldo e tutte le suore dell’Istituto di Via Regina Margherita.

​Da questo giornale arriva la nostra più totale e convinta solidarietà a Suor Marilena e alle sue consorelle. Chi lavora con dedizione per medicare le ferite dei più piccoli non può e non deve diventare bersaglio di ombre o dinamiche opache. La Magistratura farà il suo corso e siamo certi che la verità emergerà con chiarezza, ma una cosa deve essere chiara fin da ora: al centro di ogni valutazione devono tornare esclusivamente il bene, i sentimenti e i diritti inviolabili dei bambini.

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