Dopo lo scioglimento del Consiglio comunale, Carmelo Pietrafitta replica punto su punto: i 9 anni di governo, i successi finanziari, la dura verità sul caso Bisognano e l’affondo alle istituzioni nazionali.

Un intervento a cuore aperto, ma anche una durissima requisitoria in difesa del proprio operato e della dignità di una comunità intera. Dopo sei mesi di rigoroso silenzio serbato per rispetto nei confronti della Commissione d’accesso agli atti, il sindaco di Mazzarrà Sant’Andrea, Carmelo Pietrafitta, ha rotto gli indugi e convocato la stampa a Terme Vigliatore per offrire la propria verità sullo scioglimento del Consiglio comunale per presunte infiltrazioni mafiose.
«Con il cuore in mano e con tutta la forza d’animo che mi rimane, sento il dovere di parlare alla mia comunità», esordisce Pietrafitta. Un discorso dai toni accesi, intriso di amarezza ma anche di rivendicazioni fermissime: «È stata ferita la volontà popolare di un paese che ha scelto democraticamente i propri rappresentanti. Mazzarrà ha diritto alla verità».
Ripercorrendo i nove anni della sua amministrazione, il primo cittadino parte dalle elezioni del novembre 2017, rivelando retroscena sui tentativi di disarmare la sua candidatura a favore di una lista unica calata dall’alto: «I miei candidati respinsero le pressioni e vinse la democrazia. Subito dopo, mi venne proposto di nominare come commissario liquidatore di Tirrenoambiente proprio chi avrebbe dovuto guidare la lista avversaria. Rifiutai e scelsi Sonia Alfano, figura simbolo della lotta alla criminalità organizzata e già presidente della Commissione Antimafia dell’UE, per segnare una frattura netta col passato».
Pietrafitta stila un vero e proprio bilancio di mandato per respingere l’immagine di un comune in balia dell’illegalità:
Il dissesto superato: un Comune ereditato nel caos finanziario, portato fuori dal dissesto nel 2022 e con oltre 1 milione di euro di liquidità libera registrata ad agosto 2026.
Lavoro e Opere: 24 lavoratori stabilizzati e oltre 25 milioni di euro di investimenti intercettati (3.200 euro pro capite contro una media nazionale di 454 euro) per la riqualificazione di scuole, centri giovanili, edilizia sociale, complessi storici, viabilità e impiantistica sportiva.
Presidio di Sicurezza: 169 telecamere di videosorveglianza collegate con i Carabinieri, pugno duro contro l’abusivismo edilizio, lotta all’evasione e rincaro delle difese della legalità.
«Rifletto e chiedo: se un’amministrazione avesse voluto favorire la criminalità, avrebbe investito così tanto in sicurezza, trasparenza e legalità? Nessuna operazione di mafia tocca Mazzarrà dal 2015. E grazie a questo clima, l’economia florovivaistica è rinata e il valore dei terreni è triplicato».
Il momento più teso della conferenza riguarda il rientro in paese del pentito Carmelo Bisognano. Pietrafitta chiarisce di non aver mai avuto rapporti con lui, se non un casuale incontro sfociato in un gelido “in bocca al lupo”, e di aver manifestato subito forte contrarietà alle forze dell’ordine per l’allarme sociale generato.
«Perché lo Stato ha deciso di far tornare Bisognano a Mazzarrà Sant’Andrea? Ero totalmente impotente», accusa il sindaco, ricordando anche le minacce personali subite dopo aver sbarrato le porte del Comune a soggetti a lui riconducibili: «Ho denunciato e messo a rischio la mia incolumità e quella della mia famiglia. Tutto questo è scritto in atti ufficiali che qualcuno ha finto di non vedere».
Sulla complessa gestione della discarica, il sindaco rivendica lo storico risultato dei 32 milioni di euro ottenuti dal governo centrale (incluso il confronto con il ministro Pichetto Fratin) per la messa in sicurezza del sito, seguiti dalla richiesta formale inoltrata al Prefetto di Messina per un Protocollo di Legalità a tutela dei bandi.
Infine, l’amaro affondo verso le istituzioni romane, ree di aver ignorato le sue richieste di audizione inoltrate al Ministro dell’Interno Piantedosi e alla Commissione Antimafia:
«Non chiedo privilegi, chiedo verità. Se qualcuno ha sbagliato risponderà, ma non permetto che nove anni di lavoro e la dignità di un popolo vengano spazzati via dal sospetto. Chiedo all’onorevole Tommaso Calderone di presentare un’interrogazione al Ministro Nordio per chiarire perché lo Stato rimandò Bisognano a Mazzarrà. Nel 2017 un’interrogazione analoga venne ritirata… Mi chiedo, allora: in che mani siamo?».
Per le presunte dichiarazioni diffamatorie emerse in note vicende giudiziarie e conferenze stampa, il sindaco ha già conferito mandato al proprio legale di fiducia per tutelare la propria onorabilità in tutte le sedi competenti.



