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A20, AUTOMOBILISTA DI MERÌ URTA OPERAIO E FUGGE: ARRESTO VALIDO MA NIENTE DOMICILIARI

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Convalidato dal Tribunale di Messina l’arresto di un 48enne di Merì accusato di omissione di soccorso dopo aver investito, ieri mattina, con la sua auto Renault Clio, secondo l’accusa, un moviere 67enne impegnato in attività lavorative in un cantiere di una ditta lungo l’autostrada A20, all’altezza del viadotto Bordonaro tra gli svincoli di San Filippo e Gazzi, in direzione Palermo-Messina. L’automobilista, dopo l’incidente in Tangenziale, si sarebbe allontanato senza fermarsi. Il ferito subito soccorso dagli altri dipendenti della ditta e’ stato trasportato in ambulanza del 118 al Policlinico dove è ancora ricoverato in seguito ad un intervento chirurgico. La vicenda è approdata davanti al giudice per il giudizio direttissimo. Nel corso dell’interrogatorio, l’indagato ha riferito di aver avuto il dubbio di aver urtato una persona che si trovava sul viadotto per motivi di lavoro, ma di non aver avuto la certezza che l’impatto fosse effettivamente avvenuto. La giudice Rita Sergi ha convalidato l’arresto, ritenendo il quadro indiziario caratterizzato da una «patente di gravità» rispetto alle condotte contestate. Non è stata invece accolta la richiesta della Procura di applicare gli arresti domiciliari. Il Tribunale ha disposto una misura cautelare meno afflittiva, stabilendo per il 48enne l’obbligo di dimora nel comune di Merì, con divieto di allontanarsi, e l’obbligo di presentazione quotidiana alla polizia giudiziaria. A pesare nella decisione anche il sequestro dell’auto e la sospensione della patente di guida, ritenuti elementi sufficienti a contenere le esigenze cautelari senza ricorrere alla detenzione domiciliare. L’obbligo di firma entrerà in vigore da domani domenica 27 settembre, secondo modalità e orari che saranno concordati con la polizia giudiziaria, tenendo conto degli impegni lavorativi dell’indagato. Durante l’udienza è inoltre emerso che, al momento dell’identificazione, il 48enne avrebbe collaborato con gli investigatori. L’uomo ha raccontato di trovarsi in auto insieme a un amico, Tindaro Pino, e a una conoscente di quest’ultimo, della quale ha dichiarato di non conoscere l’identità. Al termine dell’udienza il giudice ha disposto la liberazione immediata dell’indagato, salvo che fosse detenuto per altra causa, confermando le sole misure dell’obbligo di dimora e dell’obbligo di firma.

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( Giovanni Luca Perrone)

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