MESSINA – Quando si parla di ictus, ogni minuto perso significa milioni di neuroni distrutti per sempre. In occasione della Giornata Mondiale dell’Ictus, l’A.O.U. “G. Martino” di Messina chiama a raccolta tutti gli attori del sistema sanitario per fare il punto su un’emergenza che, solo nel territorio messinese, registra circa 880 casi all’anno.

L’appuntamento è fissato per il 29 ottobre alle ore 15:30 presso la sede dell’Ordine dei Medici di Messina. Un incontro strategico promosso dall’UOC di Neuroradiologia, diretta dal prof. Sergio Vinci, e dall’UOSD Stroke Unit, guidata dal prof. Antonio Toscano, che vedrà la partecipazione delle Aziende Sanitarie e del SEUS 118 della macroarea.
I dati epidemiologici sottolineano la portata della sfida: in Sicilia si stimano oltre 7.000 eventi cerebrovascolari all’anno, mentre i dati del Piano Nazionale Esiti relativi al 2024 hanno evidenziato oltre 5.600 ricoveri per ictus ischemico nell’isola.
In questo scenario, il Policlinico di Messina si conferma un hub d’eccellenza e punto di riferimento regionale con oltre 400 ricoveri annuali gestiti presso la struttura messinese, una importante sinergia interprovinciale ed infatti la Neuroradiologia di Messina collabora attivamente con il P.O. “Sant’Elia” di Caltanissetta (circa 360 ricoveri), estendendo le proprie competenze specialistiche anche alle province di Agrigento, Caltanissetta ed Enna per coprire un bacino di oltre 2.000 eventi acuti all’anno.
La geografia della provincia di Messina presenta criticità uniche, aree urbane, isole minori, rilievi montuosi e centri periferici a rischio isolamento. L’obiettivo dell’incontro è quindi quello di ottimizzare l’intera catena di soccorso con l’integrazione Hub-Spoke ovvero il velocizzare la centralizzazione dei pazienti dagli ospedali periferici al centro specializzato. Fondamentale poi il fatto che vi siano protocolli omogenei onde coordinare i tempi d’intervento tra SEUS 118, pronto soccorso e reparti di neuroradiologia. Infine di rilievo anche l’equità di accesso onde garantire standard di cura e ricanalizzazione vascolare tempestivi a prescindere dal punto esatto in cui si verifica l’evento acuto.
«L’obiettivo non è soltanto incrementare il numero di trattamenti, ma assicurare che ogni paziente eleggibile possa ricevere la terapia più appropriata nel minor tempo possibile per preservare la propria autonomia di vita.»



