20.2 C
Milazzo

FRATELLI D’ITALIA chiama a raccolta gli amministratori: «IDENTITÀ CHIARA SUL TERRITORIO, a Messina non arretreremo di un passo»

Pubblicato il :

Il radicamento nei comuni, e il nodo delle alleanze tra dinamiche nazionali e equilibri locali. Sono stati questi i temi al centro dell’incontro intitolato «La forza dei territori», organizzato da Fratelli d’Italia ieri pomeriggio, venerdì 23 ottobre, all’Helios Garden sul lungomare Marchesana di Terme Vigliatore.

- Advertisement -

Dopo i saluti istituzionali del sindaco di Terme Vigliatore, Bartolo Cipriano, e del presidente provinciale di FdI, Giosuè Giardina, i lavori sono stati introdotti e moderati dal deputato regionale Pino Galluzzo. All’appuntamento hanno preso parte anche l’assessore regionale al Turismo Elvira Amata, i senatori Ella Bucalo e Salvo Pogliese, la deputata nazionale Eliana Longi e l’eurodeputato Ruggero Razza.

Galvagno e il bilancio all’Ars

Ad aprire il giro degli interventi principali è stato il presidente dell’Assemblea Regionale Siciliana, Gaetano Galvagno, che ha rivendicato la tenuta della maggioranza a Palazzo dei Normanni. «Per la prima volta in questa legislatura siamo riusciti a evitare qualsiasi interferenza da parte dell’opposizione – ha sottolineato Galvagno –. Superare scogli come venti voti segreti, in un’Aula con regolamenti ben diversi da Camera e Senato, non era affatto scontato». Il presidente dell’Ars ha poi respinto le accuse di chi parla di “mancette”: «I 16 milioni destinati all’ospedale di Gela e i 5 milioni le Isole Eolie sono risposte concrete che diamo ai cittadini mettendoci la faccia».

Sbardella: «Nella prossima finanziaria aiuti ai Comuni e taglio delle tasse»

Sul lavoro del partito nell’Isola si è soffermato il deputato e commissario regionale di FdI, Luca Sbardella, che ha ringraziato la delegazione siciliana, regionale e nazionale, evidenziando la crescita costante del movimento: «C’è una linea univoca e coerente che ci permette di radicarci comune per comune, aggregando forze sane e compatibili al cento per cento con il nostro percorso». Sbardella ha poi anticipato due priorità in vista della manovra finanziaria regionale che verrà approvata entro fine anno: «Abbiamo chiesto un sostegno forte ed equo per tutte le amministrazioni comunali siciliane, senza distinzioni, e un abbassamento della pressione fiscale attraverso la riduzione dell’addizionale regionale. È la dimostrazione che non ci occupiamo di questioni spicciole».

Musumeci: «Destra nata al Sud, non temiamo le nuove confluenze»

Il ministro per la Protezione civile e le politiche del mare, Nello Musumeci, ha salutato la platea composta da storici militanti ma anche da tanti giovani, citando Giorgio Almirante («Meglio cento persone in piedi che una sedia vuota») e ricordando le radici storiche del movimento: «La destra politica ha la sua genesi nel Meridione. Nell’immediato dopoguerra, tra il ’46 e il ’47, quando al Nord non ci concedevano nemmeno le piazze, al Sud esprimevamo i sindaci di città come Napoli, Bari, Foggia, Palermo, Catania e Messina».
Rivolgendosi ai sindaci presenti («che spesso amministrano ascoltando le sofferenze della gente senza ricevere nemmeno un grazie»), Musumeci ha toccato il tema dell’allargamento della coalizione: «Oggi tanti movimenti seri guardano a noi perché intercettano la vittoria. Non dobbiamo scandalizzarci: in politica i matrimoni possono essere d’amore o d’interesse, le confluenze servono a dare concretezza alle battaglie. La nostra identità è chiara, frutto di decenni di impegno, e non si confonde. La sfida più grande ora è convincere gli astenuti, i diffidenti e i rassegnati a tornare a votare».

Donzelli: «Le Proteste di questi giorni e il patto con gli amministratori messinesi»

A chiudere la serata è stato il deputato e responsabile nazionale dell’organizzazione di Fratelli d’Italia, Giovanni Donzelli. Il suo intervento si è aperto con un parallelo tra i giovani ungheresi che settant’anni fa a Budapest sfidarono i carri armati comunisti per la libertà e le recenti cronache di devastazione urbana, richiamando anche il corteo “Sblocchiamo tutto” promosso da Gioventù Nazionale e Azione Studentesca. «Una cosa è scendere in piazza a volto scoperto per difendere le proprie idee o anche per criticare il governo, diritto che difenderemo sempre. Tutt’altra cosa sono i baby saccheggiatori che sfasciano le vetrine dei lavoratori per rubare scarpe o cinture alla moda. La sinistra sa di non poter battere Giorgia Meloni nelle urne. Ha sperato invano per mesi che l’effetto Vannacci togliesse voti al centrodestra e ora temiamo che qualcuno speri nella scorciatoia della tensione nelle piazze. Ma noi non ci facciamo intimorire: ha fatto bene il governo a stabilire che chi rompe paga, e se a spaccare una vetrina è un dodicenne pagheranno i genitori, così come va garantito pieno rispetto alle forze dell’ordine».
Sul piano economico Donzelli, citando il famoso slogan di Silvio Berlusconi «creeremo un milione di posti di lavoro», lanciato nella campagna elettorale del 1994 e poi confluito nel celebre “Contratto con gli italiani” e nelle campagne elettorali successive, ha rivendicato il milione e 300 mila posti di lavoro creati dall’esecutivo. «La vera libertà non è il reddito di cittadinanza dato in cambio del voto ai Cinque Stelle, ma avere un lavoro dignitoso e votare chi si vuole. Il Sud non è rimasto indietro per mancanza di voglia di lavorare, visto che ha contribuito a fare grande il Nord, ma per l’assenza storica di infrastrutture su cui oggi il governo Meloni sta finalmente investendo».
Infine, il passaggio più politico, legato alle alleanze e ai rapporti con Cateno De Luca, riprendendo la metafora usata poco prima da Musumeci: «Per arrivare a fine legislatura e rivincere le elezioni serve l’intelligenza di accettare compagni di viaggio che condividono il nostro programma a livello nazionale. Con De Luca in Sicilia abbiamo litigato tante volte e, se necessario, nei comuni continueremo a farlo. Ma se a livello nazionale c’è chi vuole darci una mano per portare avanti le riforme ed evitare di ritrovarci Elly Schlein al Viminale o Laura Boldrini agli Esteri, ben venga: oltre ai matrimoni esistono anche le semplici convivenze».

Netta, però, la rassicurazione finale rivolta alla classe dirigente locale: «Sappiamo quanti sacrifici avete fatto per rendere credibile e vincente la destra in provincia di Messina. Sia chiaro a tutti: a Roma potremo avere nuovi compagni di viaggio, ma a Messina la nostra linea politica non cambia. Non rinunceremo per nessun motivo al mondo alla nostra forza e a guidare i territori di questa provincia».

(Riccardo Martino)

- Advertisement -

Articoli Correlati

- Advertisement -spot_img
- Advertisement 4 -spot_img