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Serie D Gir.I – Athletic Club Palermo, si cerca di ridimensionare il caso.

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PALERMO – È bastato il salto di una seduta d’allenamento per trasformare un confronto di spogliatoio in un vero e proprio caso mediatico. Nelle ultime ore l’Athletic Club Palermo si è ritrovata al centro dell’attenzione non per il campo o per la vittoria di misura ottenuta domenica al Velodromo contro l’Avola (decisa dalla rete di Pisciotta), ma per le voci insistenti di una protesta dei calciatori legata al mancato pagamento degli stipendi di settembre.

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Secondo le indiscrezioni circolate in mattinata, la squadra avrebbe deciso di disertare la sessione di allenamento in segno di protesta contro i vertici societari, accusati di non aver rispettato i termini per l’erogazione degli stipendi (tenuto conto che il mese di agosto era stato saldato a settembre inoltrato). Un’indiscrezione che ha spinto i big dello spogliatoio, e i vertici societari in un fitto colloquio con la società.

La risposta del club, tuttavia, non si è fatta attendere. Ieri la dirigenza ha indetto una conferenza stampa d’urgenza, mettendo al tavolo il presidente Antonio Cottone, il direttore generale Giorgio Perinetti, il direttore sportivo Giampiero Clemente e il capitano Antonio Mazzotta, per blindare l’ambiente e rispedire al mittente le voci di una spaccatura.

Il primo a smontare il caso è il presidente Antonio Cottone, apparso sorpreso ma fermo nel delineare i confini della situazione: “La squadra si è allenata ieri in piscina, oggi era previsto un allenamento e una riunione che è stata fatta. Con tematiche che hanno toccato sia la parte tecnico-sportiva che burocratica, come il pagamento degli stipendi. La squadra non si è allenata perché al Velodromo, alle tre cominciano gli allenamenti del ciclismo e quindi per ovvi motivi non possiamo allenarci in contemporanea. Il non allenarci è passato come un messaggio sbagliato, come una protesta da parte dei calciatori, paventandosi in modo sbagliato nei social network. Si è parlato di stipendi? Assolutamente si. La società è in ritardo di qualche giorno. Il mese di agosto è stato pagato, il mese di settembre deve essere ancora saldato, cosa che sarà fatta regolarmente. I giocatori sono tutelati da un contratto, per cui se una società non paga, si va incontro oltre che a delle sanzioni, a pene ma anche punti che si perdono come successo in altre società. Detto questo, noi siamo qui a metterci la faccia, a rasserenare gli animi di chiunque. In merito allo sciopero, penso che in tutta Italia, in serie D ci sono ritardi di pagamento il mese di settembre. La società ha sempre mantenuto gli impegni. Noi viviamo di luce nostra e di sponsor, senza pubblico e altro ma non ci siamo mai lamentati e non abbiamo mai puntato il dito contro nessuno. Abbiamo tante ambizioni, un buon settore giovanile, il direttore Perinetti e il direttore Clemente fanno di tutto per portare avanti i nostri progetti e così sarà”.

A spegnere definitivamente le voci ci ha pensato il capitano Antonio Mazzotta, deciso a blindare lo spogliatoio in vista del tour de force che attende i nerorosa (trasferta di Lamezia e turno infrasettimanale con il Modica): “Dispiacciono queste notizie che sono venute fuori. Sono cose private che devono rimanere tra di noi. In questi tre anni la società non ci ha mai fatto mancare niente. Sono sicuro che si sistemerà tutto, la squadra ha in testa solo il campo”.

Sulla stessa linea il direttore generale Giorgio Perinetti, ha sottolineato la bontà del clima interno: “La squadra sta sul pezzo, abbiamo fatto un’ottima partita e la testa è solo al campo. I discorsi di oggi sono stati improntati a vivere la stagione con il massimo della professionalità. Gli incontri si fanno anche per darci fiducia reciproca” .

Infine, il direttore sportivo Giampiero Clemente ha confermato la volontà di continuare a investire sul gruppo, citando l’innesto di Sanchez come prova tangibile della programmazione del club.

Archiviati i malumori e le tensioni della mattinata, l’Athletic Club Palermo prova a voltare pagina, rimettendo al centro il rettangolo verde e la corsa in campionato.

(Riccardo Martino)

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