Ragusa – Nel giro di quarantott’ore il futuro del Ragusa Calcio è finito in bilico. Tutto è precipitato tra venerdì 23 e domenica 25 ottobre. Prima le dimissioni del consulente sportivo Nello Martone, poi la decisione drastica della proprietà di mettere in vendita il titolo sportivo e di consegnarlo simbolicamente, nelle mani dell’amministrazione comunale guidata dal sindaco Peppe Cassì.

La frattura si è consumata ufficialmente venerdì con una lunga nota personale diffusa dallo stesso consulente sportivo. Un addio amaro, in cui il dirigente ha rivendicato il lavoro svolto negli ultimi due anni e mezzo, compresa la salvezza conquistata tre mesi fa nello spareggio playout contro il Messina, puntando il dito contro le contestazioni scattate già alla seconda giornata di questo campionato. «Non sono i risultati il vero problema, il calcio non è una scienza esatta», ha spiegato nella lettera, sottolineando di lasciare la squadra con gli stessi punti e le stesse partite dello scorso anno, ma con una «fiammella ormai spenta».
Alla base del passo indietro, oltre a urgenti motivi familiari c’è un clima diventato via via irrespirabile. Nel suo sfogo il consulente ha parlato apertamente di una «ingiustizia pagata nel derby con il Modica», gara inaugurale che aveva portato allo stadio 1.500 spettatori prima della beffa del pareggio ospite al 94’. Non sono mancati gli attacchi diretti a una parte della tifoseria, accusata di incoerenza, e alla stampa locale, con un riferimento esplicito al quotidiano La Sicilia e a presunte «vecchie ruggini» legate a un ex addetto stampa.
L’uscita di scena di Martone ha innescato la reazione immediata dei vertici societari. Con un comunicato ufficiale diffuso domenica 25 ottobre, la proprietà ha annunciato la fine del proprio ciclo, spiegando che l’assenza di una figura di assoluta fiducia come il consulente non permette di proseguire il progetto. Da qui la scelta di rimettere il titolo nelle mani del Comune, accompagnata da una provocazione diretta: il club verrà di fatto ceduto gratuitamente a chi si farà avanti con garanzie reali. «Il nostro messaggio è chiaro e diretto a tutti quei tifosi che hanno contestato questa proprietà: adesso è il momento di farvi avanti», si legge nella nota del club, che assicura comunque di voler onorare gli impegni presi finché sarà possibile.
A seguito dell’annuncio e della consegna del titolo, l’amministrazione comunale è intervenuta per mezzo dell’assessore allo Sport, Simone Digrandi, il quale ha confermato l’impegno istituzionale dichiarando: «Siamo al lavoro per trovare possibili soluzioni» e monitorando da vicino gli sviluppi della crisi societaria.
A inquadrare il peso specifico di questo terremoto societario è anche l’analisi del giornalista Alessandro Bongiorno, che sui social ha tracciato un quadro crudo della situazione calcistica cittadina. Martone, arrivato dalla Campania, non era infatti un semplice consulente esterno ma il vero motore operativo ed economico del Ragusa, capace nella passata stagione di ottenere la permanenza in Serie D con uno dei budget più bassi del girone e con la quinta rosa più giovane dell’intero campionato nazionale. Secondo Bongiorno, nonostante un carattere spigoloso che non ha aiutato il feeling con una piazza storicamente fredda e priva di grandi mecenati, la sua uscita di scena lascia un vuoto difficilmente colmabile a fine ottobre.
Il rischio concreto, qualora l’appello lanciato dalla società agli imprenditori ragusani dovesse cadere nel vuoto, è che per la Serie D a Ragusa inizi un lento declino, lasciando il futuro calcistico cittadino sulle spalle delle realtà locali oggi impegnate nel campionato di Promozione, come Ragusa Boys e Pro Ragusa. Nei prossimi giorni il club renderà note le modalità ufficiali per presentare le manifestazioni d’interesse in Municipio, per trovare davvero qualcuno interessato a raccogliere le redini del club.
Riccardo Martino – Sicilia Tabloid



