L’esperienza di un cavaliere, l’amore per gli animali e un gesto semplice che ha fatto la differenza durante un evento equestre a Gangi.

C’era musica, c’era folla, c’era l’odore della sagra. E poi c’è stato un momento di pura esperienza e saper vedere oltre. Quando succede qualcosa di inaspettato e tutti trattengono il fiato.
È successo davanti a tanta folla e nell’ assoluta festa tra stand e bancarelle: un mulo, uno dei protagonisti della sfilata, ha iniziato a sanguinare dalla bocca.
La paura è salita subito. Un animale in difficoltà, nel mezzo della gente, con il rischio che il panico facesse peggio.
Ma tra i tanti organizzatori c’e’ il sig. Nino Navarra, esperto cavaliere, uomo di grande conoscenza, nel mondo dei cavalli, e della terra, che profuma di fieno. Con le mani segnate dal lavoro, e gli occhi che conoscono gli animali meglio delle parole.
L’intervento che ha espletato ha espresso tutto il suo sapere, esperienza, sangue freddo, e tanto cuore.
Non ha perso un secondo. Si è avvicinato al mulo con la calma di chi sa che gli animali sentono la paura. Gli ha parlato piano, gli ha messo una mano sul collo.
Quello che ha visto non era un semplice Era riuscire a bloccare un vistoso sanguinamento alla bocca, probabilmente legato a una grave patologia batterica,che aveva indebolito le gengive e la mucosa. In un attimo avrebbe potuto degenerare. Serviva fermare l’emorragia, disinfettare, dare sollievo.
E qui è arrivata la maestrìa. Quella che non si impara sui libri, ma negli anni passati accanto ai cavalli, ai muli, agli asini. Quella che ti insegna a leggere un animale.
Il sig. Nino Navarra non ha chiesto farmaci, non ha cercato chissà quale attrezzatura. Ha chiesto acqua e sale.
Con acqua pulita e sale ha preparato un lavaggio. Senza timore, con gesti precisi e rispettosi, ha deterso la bocca dell’animale. Il sale ha fatto da disinfettante naturale, ha aiutato a tamponare il sanguinamento e a combattere l’infezione batterica in corso. L’acqua ha lavato via, ha rinfrescato, ha dato conforto.
Minuto dopo minuto il mulo si è calmato. Il sanguinamento si è attenuato. Il respiro è tornato regolare. Quello che sembrava un momento di grande tensione si è trasformato in una lezione di vita.
La gente intorno guardava in silenzio. Qualcuno filmava col telefono. Molti applaudivano a fine intervento, ma lui no. Lui era ancora lì, con la mano sulla testa del mulo, a controllare che andasse tutto bene.
“Non ho fatto nulla di speciale” ha detto dopo, asciugandosi le mani. “Quando ami gli animali li senti. E quando hai esperienza capisci che a volte il rimedio più semplice è quello più giusto. Acqua e sale. Ci hanno salvato i nonni, ci salviamo anche noi.”
Per Navarra di Equi Navarra , quel mulo non era “un animale della sagra”. Era una vita. Una creatura che si affida a noi e che, in quel momento, aveva bisogno di aiuto.
Quella sera alla sagra non si è parlato solo di cibo e musica. Si è parlato di quel cavaliere che, senza gridare al mondo il suo nome, ha salvato un meraviglioso animale.
Di un uomo che ha messo da parte il panico per usare la testa e il cuore.
Di un amore per gli animali che non è fatto di frasi, ma di gesti concreti, anche scomodi, anche sporchi di sangue e sale.
Oggi il mulo sta bene, mangia, cammina, e la sua bocca sta guarendo.
Perché gli eroi veri non cercano riflettori.
Cercano solo di salvare il salvabile. Con l’esperienza di un maestro e la semplicità di acqua e sale.
(Giuseppe Mesi)









