Com’è noto, il prof. Domenico Catalfamo (vedi foto) è morto il 28 luglio scorso all’Ospedale di Acireale. La società civile e la comunità letteraria a livello nazionale era a conoscenza della sua lunga malattia, ha seguito tutta la vicenda con il fiato sospeso, e si è subito stretta commossa intorno a lui e alla sua famiglia allorquando la notizia della sua dipartita si è diffusa. Numerose le prese di posizione di autorevoli personalità, che hanno voluto sottolineare il grande valore del suo impegno politico, ideologico, culturale e letterario. Ne daremo conto nei prossimi giorni.


Intanto, a stretto giro di posta, arriva la notizia del conferimento al prof. Domenico Catalfamo del Premio Speciale della Giuria «Il Meleto di Guido Gozzano», assegnato annualmente ad Agliè, nell’ambito della Città metropolitana di Torino, nella suggestiva cornice costituita dalla villa giardino (vedi foto) del grande poeta piemontese.

Si tratta di uno dei più importanti riconoscimenti letterari a livello nazionale, visto il prestigio della giuria, presieduta da Mariarosa Masoero (vedi foto), Docente Emerita di Letteratura italiana all’Università di Torino, e formata, tra gli altri, da Valter Boggione, attualmente titolare della stessa cattedra, e da Bruno Quaranta, giornalista di vecchia data delle pagine culturali de «La Stampa» di Torino e de «la Repubblica», il nome del personaggio a cui è dedicato, quel Guido Gozzano (vedi foto) che, con i suoi “Colloqui”, è stato considerato il massimo esponente del «crepuscolarismo» italiano, e il calibro dei partecipanti e dei premiati.

Il premio viene assegnato per la raccolta “Le parole e il tempo”, pubblicata nel 2025 per i tipi della casa editrice bolognese Pendragon, da tanti anni presente nel mondo culturale, guidata autorevolmente da Antonio Bagnoli e nata a suo tempo sotto gli auspici di Roberto Roversi, scrittore poliedrico che non ha bisogno di presentazioni, già direttore negli anni Cinquanta del secolo scorso, assieme al suo compagno di studi Pier Paolo Pasolini, della famosa rivista «Officina», che ha segnato una svolta decisiva nell’ambito della letteratura italiana. Ma la giuria ha voluto premiare certamente il valore complessivo dell’opera letteraria di Domenico Catalfamo, sia come poeta che come scrittore in prosa, autore, per quanto riguarda quest’ultimo profilo, del volume di racconti “Luci dell’aurora”, uscito nel 2026 sempre presso Pendragon, nonché il suo impegno civile e politico-amministrativo, sempre a fianco dei lavoratori e delle classi diseredate, come consigliere comunale e poi assessore e vice-sindaco, dal 1968 al 1987, del Comune di Castroreale, e, ancor prima, come segretario della sezione comunista di Barcellona Pozzo di Gotto e consigliere comunale nella città del Longano. A questo impegno politico si è aggiunto quello sindacale nella CGIL e nell’Alleanza dei Contadini.

L’opera letteraria di Domenico Catalfamo si è contraddistinta per le sue tematiche meridionaliste e per il suo taglio neorealista, seppur con un approccio originale, che hanno spinto la critica ad accostarlo a Rocco Scotellaro, sindaco-poeta di Tricarico, e a Carlo Levi, definito, per la sua esperienza confinaria in Basilicata, da cui è nato “Cristo si è fermato a Eboli”, un «torinese del Sud».

Il premio sarà consegnato il 12 settembre prossimo, nella villa giardino «Il Meleto» di Agliè, e sarà ritirato dal figlio Antonio, curatore delle opere letterarie di Domenico Catalfamo.



