Martedì 4 agosto, a Palazzo Salvo Risicato, la presentazione del volume di Federico Lanzellotti riaccende i riflettori su uno dei maestri più virtuosi e rocamboleschi del Seicento europeo.

Un virtuosissimo compositore dalla figura inconfondibile, capace di incantare le regge d’Europa con le sue quattro corde e una presenza scenica magnetica. Martedì 4 agosto 2026, alle ore 17:30, la suggestiva cornice di Palazzo Salvo Risicato a Novara di Sicilia ospiterà la presentazione del saggio musicologico “Carlo Ambrogio Lonati. Violinista, cantante e compositore nell’Europa del Seicento”, opera del ricercatore Federico Lanzellotti edita da Brepols.

L’evento culturale farà luce su una delle figure più affascinanti, eccentriche e ingiustamente dimenticate della storia musicale barocca: Carlo Ambrogio Lonati (ca. 1645 – ca. 1712-1715), noto nei circoli aristocratici e teatrali dell’epoca con l’emblematico soprannome di “Gobbo del violino”.
Nato a Milano verso la metà del Seicento, Lonati incarnò alla perfezione lo spirito del musicista nomade ed eclettico. Non solo prodigioso violinista, ma anche acclamato cantante operistico (capace di spaziare con disinvoltura dai ruoli drammatici a quelli comici) e abile impresario.
La sua carriera lo vide protagonista nei principali centri culturali del continente: a Roma fu nominato maestro di cappella dalla carismatica regina Cristina di Svezia, stringendo feconde collaborazioni artistiche con giganti del calibro di Alessandro Stradella e Arcangelo Corelli. Successivamente prestò servizio presso la corte del duca Ferdinando Carlo Gonzaga a Mantova, lavorò a Genova e si spinse persino fino a Londra negli ultimi anni dell’ottavo decennio del Seicento.
«Carlo Ambrogio Lonati fu il primo lume dei violinisti del XVII secolo.»
— Francesco Maria Veracini, compositore e violinista (ca. 1760)
La sua eredità musicale culmina nelle celebrate 12 Sonate per violino e basso continuo pubblicate nel 1701, capolavoro di tecnica ed espressività che segnò un punto di svolta fondamentale nello sviluppo della letteratura violinistica italiana ed europea.
L’appuntamento novarese rappresenta un importante momento di divulgazione e riscoperta storica. L’incontro vedrà i saluti istituzionali del Sindaco di Novara di Sicilia, il Dott. Girolamo Bertolami, a cui seguirà l’introduzione della dott.ssa Carmen Puglisi, presidente dell’Associazione Italiana Biblioteche – Sezione Sicilia. Quindi è in programma una ricca conversazione condotta dal Dott. Luciano Scarpaci, Direttore della Biblioteca e dell’Archivio storico del Conservatorio “Giovan Battista Martini” di Bologna, che dialogherà direttamente con l’autore Federico Lanzellotti per svelare i retroscena di questa imponente ricerca accademica.
L’iniziativa si svolge con il patrocinio del Comune di Novara di Sicilia, della Biblioteca comunale “Gaetano Borghese”, dell’Associazione italiana biblioteche – Sezione Sicilia e di Intervolumina ETS.

Federico Lanzellotti (nato il 7 gennaio 1994) è un musicologo, ricercatore e tastierista di musica classica italiano. Attualmente ricopre la posizione di ricercatore post-doc presso l’Università di Basilea nell’ambito del progetto di ricerca internazionale NightMuse.
Dopo aver conseguito, nel 2022, il dottorato di ricerca in cotutela tra l’Università di Bologna e l’Universidad Complutense di Madrid, ha maturato diverse esperienze accademiche come assegnista di ricerca all’Università di Padova e ricercatore a contratto per il Conservatorio “B. Marcello” di Venezia. La sua attività scientifica si concentra prevalentemente sullo studio, sulla digitalizzazione e sulla filologia della musica vocale e strumentale del Seicento e Settecento, con una particolare dedizione all’edizione critica degli opera omnia di compositori quali Giovanni Bononcini e Giuseppe Tartini.
Parallelamente alla ricerca accademica, affianca una costante attività editoriale e divulgativa. È autore del volume monografico Carlo Ambrogio Lonati, violinista, cantante e compositore nell’Europa del Seicento (Brepols, 2025) e di diversi saggi scientifici, tra cui uno studio sull’opera Ariberto e Flavio, regi de’ Longobardi per la rivista Studi Musicali dell’Accademia Nazionale di Santa Cecilia (2025) e un’analisi sulle fonti tartiniane a Venezia. Partecipa inoltre attivamente alla vita culturale del territorio come membro del comitato dell’associazione musicale Grandezze & Meraviglie di Modena e del gruppo di ricerca Modena Barocca.



