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Identità Violate: L’IA diventa un’arma. L’ALLARME DEL SOCIOLOGO PIRA: “I Deepfake una forma di TORTURA PSICOLOGICA”

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Non è fantascienza, è un’emergenza sociale. Il confine tra realtà e simulazione digitale si è definitivamente sgretolato, lasciando spazio a nuove, insidiose forme di aggressione. A lanciare il monito è il professor Francesco Pira, Associato di Sociologia presso l’Università di Messina, intervenuto durante il congresso sul potenziamento dei Dipartimenti di Salute Mentale organizzato dall’ASP di Trapani nella suggestiva cornice della Tonnara di Bonagia.

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Al centro della riflessione di Pira, il lato oscuro dell’Intelligenza Artificiale: i deepfake. Citando l’episodio che ha coinvolto la Presidente del Consiglio, Giorgia Meloni — colpita dalla diffusione online di immagini false e degradanti — il sociologo ha sottolineato come nessuno sia realmente al sicuro. “I deepfake rappresentano una vera forza di violenza psicologica. Quanto accaduto alla Premier è deprecabile; occorre porre un argine immediato perché oggi siamo tutti potenzialmente sotto tiro.”

Il professore ha smontato il mito del web come mondo parallelo o virtuale. La vita digitale, oggi, è la vita reale. È nello spazio digitale che definiamo chi siamo, costruiamo legami e subiamo rotture. In questo contesto, la visibilità diventa l’unico parametro di esistenza: un meccanismo che ci rende estremamente fragili.

“Quando l’identità dipende dallo sguardo degli altri, la vulnerabilità cresce,” ha spiegato Pira. “La violenza psicologica non è un ‘livello inferiore’ di quella fisica. È una forma autonoma, spesso più pervasiva e duratura, che colpisce l’identità stessa della persona.”

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